lunedì 10 dicembre 2012

AMMASSATI IN UNA RENAULT CLIO...

 
 
QUESTA INSEGNANTE IN BUONA FEDE, VISTI I TAGLI CHE OVUNQUE STANNO FACENDO, VOLEVA PORTARE I PROPRI ALUNNI A PRANZARE TUTTI INSIEME...
 
MA QUACUNO SE NE E' ACCORTO
 
 
 
 
Al solo pensiero ci sembra impossibile, eppure questa insegnate di scuola materna è riuscita a portare in gita i suoi 19 alunni mettendoli uno dopo l’altro nella sua macchina, una Renault Clio.
A immortale l’avvenimento è stato il fotografo Nico Van Heeden che si trovava nei paraggi ed ha deciso si scattare la foto a Melanie Minnie, l’insegnante, e ciò che stava cercando di fare.
Come ha fatto? Sei li ha messi nel portabagagli, 3 sui sedili anteriori e i restanti 10 sui sedili posteriori, pronti per la gita.

L’insegnante voleva portarli ad un burger pub li vicino, ma i poliziotti allertati da un negoziante che aveva visto l’auto piena di bambini , sono intervenuti fermando la donna a pochi chilometri dal centro commerciale dove era diretta.

Melanie è stata multata ed ha affermato: ” Sarà la prima e l’ultima volta che porto i miei ragazzi in gita”

 

(Fonte: www.chenotizia.info)

 

DOV'E' ANDATA A FINIRE LA SENSIBILITA' ???



MA DOVE VOGLIAMO ANDARE
SE NON ABBIAMO NEANCHE
UN MINIMO DI SOLIDARIETA' FRA DI NOI?

E POI PRENDERSELA CON UN BAMBINO???

E' PROPRIO UNA VERGOGNA  !!!!





Francesco, un bimbo di appena 10 anni di Rende (Caserta) è stato umiliato dal conducente dello scuolabus che lo accompagna tutte le mattine a scuola.
«State facendo casino. Tu, comincia a scendere che non paghi neanche il tesserino». Così il bimbo è stato costretto a scendere a più di un chilometro di distanza da casa sua, lungo una strada trafficata e pericolosa, dove le auto sfrecciano a fianco dei pedoni. Il fatto, come riporta Calabria ora, è stato denunciato dal padre del bambino, Alberto, al quale non viene pagato lo stipendo dal mese di aprile.
 


(Fonte: Leggo.it)

domenica 9 dicembre 2012

PARTORIRE SU DI UN TRENO PORTOGHESE

 
 
NON TUTTI SONO COSI' FORTUNATI DI
PARTORIRE SU UN TRENO...
 
E QUESTA SUA FORTUNA GLI HA DATO LA POSSIBIITA' ALLA PICCOLA CREATURA DI AVERE GRATIS UN ABBONAMENTO A VITA
 SU TUTTI I TRENI PORTOGHESI...
 
PROVATE A FARLO SU UN TRENITALIA!!!!
 
 



E’ venuta alla luce su un treno e per tutta la vita potra’ viaggiare gratis sulle ferrovie portoghesi . La mamma, una giovane di 21 anni, ha partorito la sua bambina a bordo di un pendolino che collega Lisbona a Oporto, grazie all’aiuto di un’infermiera, passeggera dello stesso convoglio, che ha risposto alla chiamata di emergenza tramite l’interfono. La madre e la piccola stanno bene.
(Fonte Yahoo.it)

sabato 8 dicembre 2012

ATTENZIONE AGLI SMARTPHONE "BLACKBERRY"


SARA' ANCHE UN CASO ISOLATO, MA QUESTO FATTO DA' MOLTO DA PENSARE SU COME POSSONO ESSERE VERAMENTE PERICOLOSI...
 
MA QUELLO CHE PIU' MI FA ARRABBIARE E':
"COME PUO' UN BAMBINO DI SOLI 11 ANNI AVERE UNO SMARTPHONE???"
LA COLPA, COME SEMPRE, DI STUPIDI GENITORI.
 
 

 

 
Sembra quasi una storia dell’orrore, quella raccontata nelle scorse ore dal Daily Mail Online, il noto portale del quotidiano inglese ha infatti raccontato al mondo intero la storia di Kian McCreath. Una storia a dir poco allucinante che fa molto riflettere sulla sicurezza dei nostri smartphone ed in particolare dei BlackBerry tanto famosi per essere gli smartphone ideali per l’utenza business.
Tutto è iniziato qualche sera fa quando Kian McCreath, un ragazzo di 11 anni ha lasciato il suo smartphone "BlackBerry Curve" sul pavimento, la mamma prima di mettersi a letto lo ha raccolto ed incauta del pericolo lo ha posato sul letto ai piedi del ragazzo da li a qualche minuto la tragedia ha avuto inizio.
La scelta di posarlo sul letto di Kian, ha spiegato la mamma, è stata dovuta solamente al fatto che quello era il posto più vicino alla porta così da non svegliare i ragazzi. Alle 2:30 circa del mattino il "BlackBerry Curve" è esploso mentre il ragazzo dormiva nel suo letto e da li il dramma. Sembra infatti che il dispositivo oltre ad essersi surriscaldato ed esploso, abbia carbonizzato la coperta che scaldava il ragazzo e nell’esplosione le cover del Curve si sono fuse e frantumate in piccoli pezzetti di plastica fusa ferendo così Kian McCreath alle gambe. L’undicenne ha riportato gravi ustioni alle gambe e ai piedi. I genitori presi dal panico, svegliati dall’esplosione, hanno immediatamente soccorso Kian portandolo all’ospedale.
Il Curve è certamente uno degli smartphone più in voga in Inghilterra soprattutto tra gli adolescenti grazie al suo servizio di messaggistica gratuito BlackBerry Messenger, infatti il dispositivo esploso era un regalo del fratello di Kian acquistato appena due settimane prima per il suo compleanno.
A poche ore di distanza dall’incidente RIM, il produttore dei BlackBerry Curve, venuta a conoscenza dell’accaduto ha immediatamente contattato i genitori del ragazzo e nelle scorse ore alcuni dirigenti di RIM sono arrivati sul posto per poter analizzare il dispositivo e capire cosa ha portato all’esplosione.

(Fonte: http://mondonewss24.altervista.org)

venerdì 7 dicembre 2012

OGNI BAMBINO HA IL PROPRIO TEMPO... PER IMPARARE!!!



NON PENSO CHE LE DONNE ARRIVINO A TANTO, DIETRO A TALE GESTO VI E' SICURAMENTE LA MANO DELLA FOLLIA TORMENTATA DALL'INTEGRALISMO RELIGIOSO...PIENO DI UMILIAZIONI, MALTRATTAMENTI E CONTINUE COSTRIZIONI A SUBIRE ABUSI O MINACCE...

HO FIDUCIA NELLE DONNE E IN TUTTE LE MAMME..
 SE UNITE, FORSE, SOLO LORO
POTRANNO CAMBIARE QUALCOSA...


LONDRA
Yaseeb aveva solo sette anni e non era molto veloce nell'imparare il Corano. La sua lentezza gli è costata la vita, a togliergliela sua madre a suon di botte. Sara Age, 33 anni, è stata riconosciuta colpevole dell'omicidio del figlio e di averne successivamente bruciato il corpicino dal tribunale di Cardiff. Ora rischia l'ergastolo.
Il piccolo Yaseeb è morto nel luglio del 2010, dopo mesi di percosse. La madre, laureata in matematica e di origine indiana, ha a lungo accusato il marito Yousef per la morte del bambino. Oggi i giudici di Cardiff hanno stabilito la verità, ma solo dopo un processo scandito da prove e testimonianze estremamente drammatiche, tanto che la stessa donna ha più volte dovuto lasciare l'aula. Però lo ha ammesso, il motivo di quel gesto assurdo è stata la sua «frustrazione». Voleva che il figlio facesse bella figura con l'imam, che fosse in grado di recitare a memoria quelle pagine del corano. «Gli avevo chiesto di imparare 35 pagine a memoria in tre mesi, gli avevo anche promesso una bicicletta nuova come premio», ha raccontato alla Corte. «Ma Yaseen non era bravo: in un anno aveva memorizzato solo un capitolo. Eppure lo sapeva quanto fosse importante, per tutta la famiglia». E allora giù botte, con un bastone, un martello. Lo colpiva con qualsiasi cosa trovasse a portata di mano. A muoverle la mano era il 'demoniò, ha poi raccontato. Gli unici 'demonì però erano quelli che Sara Ege portava dentro di sè. La donna era stata più volte sottoposta a cure psichiatriche e ad uno dei medici, dopo la morte di Yaseen, aveva detto che così si sentiva «al 100% meglio».

(Fonte: Leggo.it)

giovedì 6 dicembre 2012

INSENSATE PAZZIE....


LE PERSONE NON SI RENDONO PIU' CONTO DI QUELLO CHE FANNO...E QUELLO CHE FANNO SEMBRA RIENTRARE NELLA NORMALITA'...
ANCHE SE SI TRATTA DI AMMAZZARE PROPRI FIGLI!!!

VOGLIO CHE RIAPRANO SUBITO I MANICOMI!





Galina Ryabkova ha ucciso i suoi due figli di sette e quattro anni gettandoli dal quindicesimo piano del grattacielo in cui viveva.
La tragedia è avvenuta domenica mattina a Dolgoprudny, nella regione di Mosca. Era stanca di loro. È così che Galina russa di 30 anni, ha spiegato il suo gesto folle e crudele. Agghiacciante la testimonianza di un vicino che ha raccontato l’accaduto alla polizia: l’uomo ha dichiarato di essere stato svegliato dalla moglie che, terrorizzata, aveva visto i bambini volare giù dal palazzo. La coppia si è subito precipitata al pianterreno per aiutare i piccoli e ha incrociato la madre che ha confermato di averli gettati giù senza mostrare sul volto la minima emozione o il minimo pentimento.
Sconvolgente il video registrato dalle telecamere di sorveglienza del palazzo che mostra la madre uscire dal palazzo per controllare che i bambini siano morti. Rientrata, sembra quasi sorridere, soddisfatta del suo gesto. A quel punto i vicini arrivati nella hall la accerchiano per non farla scappare e lei si siede sulla poltroncina. La donna si trovava sola, il marito era fuori per lavoro: la donna, che è stata arrestata ed è stata sottoposta ai primi test psichiatrici, aveva tentato il suicidio in passato e sembra che da qualche tempo era in crisi con il marito da cui aveva deciso di divorziare.
A fare le spese del suo folle gesto, i poveri bambini, vittime incondizionate della sua malattia.
Ma possibile che nessuno si sia accorto che questa donna stava male?

mercoledì 5 dicembre 2012

BIMBA HA LA FEBBRE...LA METTE NEL FREEZER

 
MA DOV'E' FINITO IL BUONSENSO??
 
BISOGNA ESSERE VERAMENTE INSENSATI NEL FAR DELLE AZIONI DEL GENERE...
 OGGI CI SONO TUTTI I MEZZI PER COMUNICARE E FARSI ALMENO AIUTARE...
 
SE NON SI E' SICURI PENSIAMOCI PRIMA
DI FAR DI TESTA PROPRIA...
 
 

 
La bambina di 10 mesi della sua fidanzata ha la febbre. Lui non riesce a farla abbassare e non trova di meglio che mettere la piccola nel congelatore. Il fatto è avvenuto sull’isola del Principe Edoardo, provincia orientale canadese, come riporta il giornale locale «Charlottetown Guardian». Derrick Hardy, 21 anni, ora deve rispondere di maltrattamenti su minore e negligenza, la piccola per fortuna è stata salvata dalla madre che, come riporta l’ente radiotelevisivo canadese, l’ha trovata in maglietta tra i cubetti di ghiaccio e gli hamburger congelati.
Hardy si è difeso dicendo che comunque aveva lasciato aperto lo sportello del freezer, ma la mamma della piccola ha riferito di averlo trovato chiuso. L’uomo, che ha ammesso di non avere pratica di infanti ammalati, in tribunale si è dichiarato non colpevole e ha riferito che la piccola è rimasta nel congelatore solo per una quarantina di secondi e l’ha messa solo dopo averle appoggiato una pezza bagnata sul viso per far scendere la temperatura, ma senza ottenere risultati. Poi l’ha portata fuori casa di notte all’aria aperta, ha pensato anche di farle fare un bagno fredda, ma ha rinunciato per timore che potesse affogare. Alla fine ha trovato la soluzione più brillante: il congelatore. Un medico ha detto che la madre ha trovato la piccola «piangente, singhiozzante e terrorizzata». La bambina è stata subito portata in ospedale dove è rimasta alcuni giorni per curare le bruciature di primo e secondo grado causate dal ghiaccio sulla pelle delicata. Ora la piccola è stata affidta alla nonna materna.
 
(Fonte Corriere.it)
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Segnala a Zazoom - Blog Directory