venerdì 4 luglio 2014

COMPORTAMENTI DISUMANI


CON QUALE EDUCAZIONE PUO’ CRESCERE QUESTO BAMBINO SE VIENE TRATTATO IN QUESTO MODO 
DAI PROPRI GENITORI?
RICORDIAMOCI CHE I BAMBINI PRENDONO 
ESEMPIO PROPRIO DAGLI ADULTI


Rito choc in Messico dove un bimbo di 4 anni è stato legato sulle grate protettive delle finistre per mani e piedi e lasciato fuori casa.
A denunciare il fatto sono stati i vicini di casa del piccolo che hanno poi mostrato gli scatti alla polizia.
Gli agenti sono entrati in casa e hanno tolto il piccolo ai genitori.  Sembra che la famiglia sia molto religiosa, cattolica, e le autorità stanno indagando se il gesto possa essere collegato a qualche rito: "Qualunque sia il motivo, nel 2014 certe cose non dovrebbero più essere fatte"


(Fonte: Leggo.it)

mercoledì 2 luglio 2014

UNA DISUMANA TORTURA PER I COSMETICI


CI CIVILIZZEREMO SOLO QUANDO SMETTEREMO DI TORTURARE GLI ANIMALI PER TESTARE STUPIDI COSMETICI PER DONNE VANITOSE…


Lei si chiama Jacqueline Traide ed è un'artista un po' particolare: ha subìto torture ed è stata sottoposta a costrizioni di ogni tipo.
Ma è tutta una protesta, per dimostrare le condizioni al limite dell'umano ai quali sono sottoposto gli animali nei laboratori, durante i test di prodotti cosmetici
La protesta è durata circa 10 ore in una vetrina di una strada principale in Inghilterra. Tutto è stato organizzato da Lush Cosmetics e The Humane Society.

(Fonte: Leggo.it)

martedì 1 luglio 2014

IL MIO MONDO



Filastrocca per tutto il mondo

mano nella mano in un gran girotondo

tutti i bambini di tutti i colori

ballano nel vento come fossero fiori.

Portano un messaggio molto importante:

amore, amicizia da ponente e levante,

gioia e canti da meridione a settentrione,

questa sì che è una grande previsione:

non piu’ odio, non piu’ guerra

solo pace per tuttta la terra
(Iside - Fonte Web)

giovedì 26 giugno 2014

ATTENZIONE ALLE FOTO SU INTERNET


COME GIA’ PIU’ VOLTE RIPETUTO, SONO CONTRARIO A CHI METTE LE PROPRIE FOTO, ANCOR DI PIU’ QUELLE DEI PROPRI FIGLI IN QUANTO LE FOTO, A VOSTRA INSAPUTA, POTREBBERO ESSERE USATE DA CHIUNQUE, ANCHE DA PEDOFILI O DA MANIACI MALATI MENTALMENTE. SECONDO ME INSTAGRAM HA FATTO BENE A BLOCCARLA (DI CERTO NON E’ PORNOGRAFICA) PERCHE’ I BAMBINI  BISOGNA PROTEGGERLI, NON ESPORLI…


Una tenera foto di una bimba che si solleva la maglietta e mostra il suo ombelico, ma per Instagram il contenuto non è appropriato.
«L'immagine è stata rimossa perchè il suo contenuto è pornografico», questo è il messaggio della mail arrivata alla mamma della piccola che aveva condiviso lo scatto in rete.
Nella foto si intravede il capezzolo della bambina, ma la foto è decisamente innocente. Courtney Adamo ha così protestato contro le regole del social sostenendo che non c'era nessun contenuto pornografico e che non vedeva come lo scatto avrebbe potuto "infastidire" la rete.
La community vieta ogni foto a torso nudo, anche se si tratta di bambini. L'account della signora Adamo è così stato rimosso, e dopo qualche giorno ripristinato ma senza la foto "incriminata".
Alla polemica il network ha risposto: «È difficile trovare un equilibrio tra la libertà di espressione dei nostri utenti e la tutela dell'immagine dei bambini o la diffusione di materiale pedopornografico».

(Fonte: Leggo.it)

mercoledì 25 giugno 2014

UTERO IN AFFITTO...ORFANI DI MADRE


ELTON JOHN HA AMMESSO CHE IL BAMBINO, VENUTO AL MONDO CON UTERO ACQUISTATO, HA PIANTO PER OLTRE DUE ANNI. QUESTA E’ LA DIMOSTRAZIONE CHE I BAMBINI DATI AGLI OMOSESSUALI, RENDENDOLI ORFANI  DI MADRE, NON RIDONO E VENGONO TRAUMATIZZATI DAL DISTACCO MATERNO E COSTRETTI A VIVERE E A CRESCERE MALAMENTE..



C’è qualcosa di più umiliante per una donna di commercializzare la maternità? Esiste qualcosa di più triste delle fabbriche di bambini nei paesi in via di sviluppo? “Aziende” che poi vengono frequentate da ricchi omosessuali occidentali che si prenotano la nascita di un figlio che verrà strappato letteralmente dal seno materno dopo qualche minuto dalla nascita.
Mario Adinolfi descrive in modo chiaro il fenomeno dell’utero in affitto nel suo libro “Voglio la mamma”, prendendo a modello la storia di Elton  John e del suo compagno. Tra il capriccio di due adulti ed i diritti di un bambino non ci si può sbagliare: si deve difendere sempre e comunque la persona più debole.
La comunità Lgbt (lesbica, gay, bisessuale, transessuale per chi non fosse aduso all’acronimo ormai di moda) la chiama confidenzialmente “gpa”. Sta per “gestazione per altri” ed è il tentativo di dare un nome asettico ad una delle più grandi vergogne della contemporaneità raccontata invece come un decisivo elemento di progresso: l’affitto dell’utero di donne bisognose di denaro per portare a compimento gravidanze che la natura rende impraticabili, strappando poi il bambino pochi minuti dopo il parto e dopo un primo contatto tranquillizzante con il corpo della madre, per consegnarlo di solito ad una coppia di omosessuali benestanti che giocheranno a fare i genitori. Finché ne avranno voglia.
Ho già raccontato la vicenda di Elton John e del suo compagno, desiderosi di essere papà e mamma, anzi, come si dice oggi nell’era del politicamente corretto “genitore 1″ e “genitore 2″. Poiché la biologia non rende possibile, per quanti sforzi possano essere compiuto, la nascita di un figlio per via naturale alla coppia in questione, nel tempo in cui tutto si compra loro si sono comprati un utero di una donna, che ha portato avanti la gravidanza dopo essersi fatta fecondare dallo sperma dei due mescolato, in maniera che al bimbo sia accuratamente vietato sia di avere contatti con la madre sia di sapere chi biologicamente sia suo padre.

racconto della nascita di questo bambino, che si chiama Zac, è di una violenza estrema e invece è stato incartato in “cool” patinato in tutto il mondo. Zac viene adagiato sul corpo della madre (tutti i giornalisti aggiungono “biologica”, in realtà è la madre punto e basta) e cerca immediatamente il suo seno. A questo punto, e il racconto di tutti coloro che assistono al momento del distacco tra il figlio e la madre “affittata” è concorde su questo elemento, in un clima di estremo imbarazzo il neonato che ha pochi minuti di vita viene strappato a forza al petto della mamma e consegnato a Elton John e il suo compagno, che se lo portano via. In numerose interviste il cantante britannico ha ripetuto che per due anni il bambino non ha fatto che piangere, un pianto inconsolabile, al punto che grazie alle decisive provviste di denaro Elton John decise di far prelevare dal seno della “madre biologica” (che per inciso vive a diecimila chilometri di distanza da Londra) il latte e farlo arrivare quotidianamente via jet privato in Inghilterra, per provare a lenire la sofferenza del piccolo Zac.
Io non so cosa ne pensiate voi. Io penso che tra quella coppia di ricchi gay e il dolore di quel bambino strappato alla madre, qualsiasi persona di buonsenso sta con il bambino. Il diritto da tutelare è quello del bambino che non conoscerà mai la madre per un capriccio di due che padre e madre non potevano e non potranno mai essere.
La questione della gestazione per altri riguarda poi in maniera determinante il tema della dignità della donna. Come possono le mie amiche di sinistra non offendersi sapendo che esistono parti del mondo, in particolare nei paesi dell’Est europeo e in India, dove sono state costruite vere e proprie “fabbriche di bambini” con centinaia di donne trasformate in incubatrici viventi e umiliate a suon di dollari, euro e sterline nella loro dimensione più intimamente femminile, quella della maternità? Come può essere accettabile ad un contesto civile questo scempio? Come può essere accettabile che a migliaia di bambini sia negato il diritto a conoscere la propria madre, perché i contratti che vengono stipulati vietano espressamente i contatti tra i nascituri e le donne che li hanno portati alla vita?
Per fortuna in Italia la gestazione per altri o maternità surrogata è per ora ancora vietata dalle legge. Questo divieto è raccontato, in particolare a sinistra, come una orribile limitazione della libertà individuale e della coppia. A mio avviso è segno di civiltà ed è uno dei motivi per cui va difesa la legge 40, vedi il capitolo precedente. Resta comunque legale anche per le coppie italiane, omosessuali o eterosessuali sterili, utilizzare la vergogna dell’affittare uteri all’estero e rientrare con il figlio, che però poi in alcuni casi ha rischiato di non veder riconosciuta la cittadinanza ed è per questo stato sottoposto ad ulteriore stress.
Si è riusciti a commercializzare tutto, persino la maternità. E’ il segno più barbaro del triste collasso valoriale della contemporaneità. Invece di stare con le donne più deboli, pagarle per trasformarle in macchine e violare il loro essere madre con l’atto violento di strappare poi il bambino neonato e vietare ogni contatto per via contrattuale. Nessun diritto ad avere una madre, si arrangi con quelli che l’hanno comprato come avrebbero fatto con una pietanza scaldata al microonde al supermercato. Cosa potete immaginare di peggio?

(Fonte: www.notizieprovita.it - Mario Adinolfi "Voglio la mamma" Capitolo 10 La vergogna dell'affittare uteri)

sabato 21 giugno 2014

UN CRIMINALE RESTA UN CRIMINALE...


CHIUNQUE SI IL SOGGETTO, ANCHE SE ESTREMAMENTE BELLO/A O AFFASCINANTE, BRAVO/A O BUONO/A, MA HA COMMESSO DEI CRIMINI, PER ME NON HA NESSUN ALIBI PER ESSERE SCAGIONATO...


Un criminale da 36 mila like. Jeremy Meeks, 30 anni, è stato arrestato dalla polizia di Stockton, in California, insieme ad altri tre complici in un blitz contro una gang.
Non un criminale famoso o pluriricercato, solo un gran bel ragazzo la cui foto, postata su Facebook dalla polizia della California, ha raccolto un gran numero di "Mi piace".
Occhi di ghiccio, labbra carnose e sguardo sexy la foto del criminale è stata retwittata e condivisa fino a divenire un caso mondiale.
Il criminale bello e affascinante, il bad boy, è stato adorato dalle donne sul sociale che sembra non si siano minimamente curata dei suoi problemi con la legge.  A tal punto la sua bellezza ha conquistato il web che su Facebook sono nati numerosi gruppi in cui viene chiesto di liberarlo. La madre dell’uomo ha anche aperto un gruppo per raccogliere soldi per pagare la cauzione al figlio. «Jeremy ha un lavoro, una moglie e due figli - scrive sulla pagina web dove ha postato anche alcune foto del figlio - è mio figlio ed è dolcissimo. Aiutatemi a pagare la cauzione».

(Fonte: Leggo.it)

giovedì 19 giugno 2014

FOLLIA OMICIDA...

NON CI SONO PAROLE PER UNA NOTIZIA SIMILE, SOLAMENTE TANTA RABBIA COME PADRE E COME ESSERE UMANO. COME SI PUO’ UCCIDERE I PROPRI FIGLI? COME SI PUO’ ARRIVARE A TANTO E RIUSCIRE AD ANDARE A VEDERE UNA PARTITA? 
NON RIUSCIRO’ MAI A CAPIRLO.
 IL MIO PENSIERO VA A QUELLA MADRE E A QUELLE CREATURA INNOCENTI, VITTIME DI COLUI CHE AVREBBE DOCUTO SOLAMENTE AMARLI E PROTEGGERLI.
CHE RIPOSINO IN PACE, LONTANO DALL’ASSURDITA’ DI QUESTO MONDO


Svolta immediata nel caso del triplice omicidio che ha scosso Motta Visconti (Milano), cittadina agricola tra Milano e Pavia, e che ha distrutto una famiglia intera, con una madre e i suoi due figli trovati uccisi nella loro abitazione.     
È stato posto in stato di fermo con l'accusa di triplice omicidio Carlo Lissi, il marito di Cristina Omes, la donna trovata uccisa con i suoi due figli nella villa di famiglia a Motta Visconti (Milano). Ne danno notizia i Carabinieri del Comando provinciale di Milano. Al fermo si è giunti dopo uno stremante interrogatorio, in seguito al quale l'uomo avrebbe confessato dicendo: "Voglio il massimo della pena"
Ancora alla ricerca di un movente, a quanto pare l'uomo aveva una forte passione nei confronti di una collega, con i quali aveva una relazione extraconiugale  
Al momento, secondo indiscrezioni, Lissi starebbe indicando dove trovare l'arma del delitto. La serata, per i due, sembrava tranquilla. Secondo la ricostruzione fornita dal generale dei carabinieri Maurizio Stefanizzi nulla lasciava presagire un evento così tragico. I bambini stavano dormendo tranquillamente: la più grande nella sua cameretta e il più piccolo nel letto matrimoniale mentre i due coniugi guardavano la televisione  in salotto. Attorno alle 23 Calro Lissi e Cristina hanno anche un momento di intimità al termine del quale l'uomo va in cucina, prende un coltello e colpisce alle spalle la moglie con diversi colpi alla gola e all'addome. Lei urla e chiede il perchè non capendo il motivo di tanta ferocia. Prova a reagire, ma lui la colpisce ancora con un pugno e lei stramazza al suolo nell'ingresso dell'abitazione. I bambini non si accorgono di nulla e continuano a dormire. Lui prima entra nella stanza della maggiore e la uccide, poi si dirige verso la camera matrimoniale dove accoltella anche il più piccolo. Scende quindi in cantina, si fa una doccia, si riveste e con un amico con il quale aveva un appuntamento va a vedere la partita della nazionale in un bar. Lissi è stato trasferito nel carcere competente per territorio, ovvero quello di Pavia. L'uomo, dopo la formalizzazione delle accuse, è stato trasferito dai carabinieri di Abbiategrasso al carcere di Pavia prima dell'alba. I carabinieri del Nucleo investigativo, pur in una pluralità di ipotesi, hanno cominciato a propendere per la pista famigliare subito dopo le prime fasi di indagine. Il fatto stesso che nella strage non fosse stato risparmiato nemmeno il più piccolo dei due bambini, di appena 20 mesi, rendeva meno credibile la pista 'esternà, di una sanguinosa rapina, e il mancato ritrovamento dell'arma del delitto nelle immediate vicinanze dei cadaveri rendeva difficile uno scenario di omicidio-suicidio. Tanto da farlo escludere pubblicamente dagli inquirenti già nel pomeriggio di ieri. Lissi, dopo l'allarme da lui stesso dato poco dopo le 2 di notte, è stato sentito fino a ieri mattina e poi è stato fatto tornare a casa. Risentito più volte, e confrontate via via le sue dichiarazioni con quelle di amici e testimoni (convocati per tutta la giornata di ieri) e con i primi riscontri scientifici e medico-legali emersi dalla scena del delitto, gli investigatori dell'Arma hanno prima cominciato ad avere dubbi sulla sua versione e poi avrebbero avuto sentore di possibili gravi tensioni nella coppia. Stanotte, dopo uno stringente interrogatorio nella caserma della Compagnia di Abbiategrasso (Milano) l'epilogo della vicenda, con le contestazioni formali.  ORRORE. La donna e i suoi due figli, una bambina di 5 anni e un bimbo di 20 mesi, sono stati brutalmente assassinati con numerose coltellate in casa, una villa nella zona residenziale di Motta Visconti. I corpi della femminuccia e del fratellino erano rispettivamente nella cameretta e sul letto matrimoniale. Quello della donna riverso a terra in soggiorno
(Fonte: Leggo.it)
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