venerdì 7 agosto 2015

L'ATTESA



SOLO L'AMORE PER LA VITA CHE SI RIGENERA ATTRAVERSO I FIGLI E' IN GRADO DI DARE UN SENSO COMPIUTO ALLA NOSTRA VITA



Ti aspetto 
Impaziente di conoscerti
Immagino i tuoi occhi
I tuoi capelli 
Il tuo primo sorriso 
Chiamano angoscia questa attesa
Intrisa di desiderio 
Consumato ora per ora
È ansia che inonda la riva dell’anima 
Piena di speranza 
È profumo dell’incertezza 
Accarezzando il futuro 
Che sfiora i colori della nostra vita 
È l’iride dell’arcobaleno 
Che irraggia la rugiada dei prati
In questa nostra corsa 
Attraverso le stagioni 
È una lieve goccia di amore 
Nell’oceano delle umane tempeste

(Giorgio Bongiorno-Fonte Web)

venerdì 31 luglio 2015

SESSO E VIOLENZA CON LE PROPRIE BIMBE...


COME SI POSSONO DEFINIRE QUESTI ESSERI SCHIFOSAMENTE MALATI? NON AMO ASSOLUTAMENTE LA VIOLENZA, MA QUESTI ESSERI NON SONO PIU' DEGNI DI VIVERE SU QUESTA TERRA, MAI PIU'...


Il papà orco, un all'allevatore bergamasco, ha fatto sesso per anni con le due figliolette, la piu' piccola di 6 anni e sono una telecamera nascosta dai carabinieri ha svelato quello che la bimba aveva cercato in tutti i modi di far sapere alla mamma. L' bergamasco di 56 anni è stato condannato per violenza sessuale nei confronti delle figlie a 8 anni di reclusione. L'uomo in particolare avrebbe abusato della figlia minore da quando era solo una bimba di 6 anni fino ai 14. Anche la maggiore era stata costretta a subire una violenza per una volta e l'episodio venne ripreso dalla telecamera dei carabinieri che già stavano indagando dopo la denuncia della sorella minore.Decisi anche i risarcimenti nei confronti di tutta la famiglia che si è costituita parte civile contro l'uomo: alla moglie andranno 30 mila euro, alla figlia maggiore 10 mila e alla minore 50 mila. Le indagini erano scattate dopo che la figlia minore si era confidata con un'insegnante.

(Fonte: Leggo.it)

giovedì 16 luglio 2015

UNA PICCOLA PARTE DI TE...



ANCHE SE I FIGLI CRESCONO IN FRETTA E IL PIU' DELLE VOLTE VI FANNO ARRABBIARE O INTIMORIRE, SAPPIATE BENE CHE CON IL VOSTRO ESEMPIO RIMANE SEMPRE UNA PICCOLA PARTE VI VOI



Quando crescono i figli, non li tieni più in braccio 

Ma diventi un ostaggio, per il loro futuro 

E si alza quel muro che non c'era mai stato 

Che segna il confine tra presente e passato… 

Quando crescono i figli non ti danno più retta 

Hanno sempre ragione, vanno troppo di fretta 

Sanno dirti soltanto “Buonanotte o Buongiorno” 

E ti accorgi che è meglio… se ti levi di torno… 

E allora ripensi ai tuoi genitori 

La tua insofferenza ai loro timori 

Ma basta acquiloni o castelli di sabbia Il mondo era là fuori 

Tu dentro una gabbia… 

E tutto ritorna ma cambiano i ruoli 

La scuola, lo scooter, gli amici, gli amori 

I figli ne fanno di tutti i colori 

Vai fuori di testa 

Ma poi li perdoni… 

Quando crescono i figli c'è uno scontro diretto 

Tra le loro esigenze e il tuo mare d'affetto 

Chi si crede più grande, chi si sente più vecchio 

Ma poi ti guardi allo specchio 

E quel ragazzo davanti ai tuoi occhi… sei tu… 

E gridi a te stesso… 

Che tutto ritorna ma cambiano i ruoli 

La scuola, lo scooter, gli amici, gli amori 

I figli crescono ti tagliano fuori… 

Ma in ogni cosa che fanno 

Sai che c'è sempre una piccola parte di te… 

E anche se poi se ne vanno… 

Sai che c'è sempre una piccola parte di te...



(Franco Fasano)

martedì 7 luglio 2015

CORDONE VITALE....





QUANDO SEI VENUTO AL MONDO
HANNO TAGLIATO IL CORDONE
CHE CI HA UNITO PER 9 MESI.
MA RICORDA CHE IL FILO INVISIBILE
CHE CI UNISCE
NON LO POTRA' MAI
TAGLIARE NESSUNO

(Fonte Web)

venerdì 3 luglio 2015

URLA DISPERATE...


LE URLA DISPERATE DI QUESTE PICCOLE CREATURE INDIFESE FANNO DA RICHIAMO A QUALCHE ANGELO CUSTODE DISPOSTO A SALVARLI...


Ha pianto e ha urlato con tutto il fiato che aveva in gola per farsi sentire. Per sopravvivere. Per cambiare le carte in tavola contro quel destino che sembrava annunciato. Un neonato di tre mesi è stato trovato avvolto in una coperta nelle fogne di Città del Messico: a salvarlo è stato il suo grido disperato che ha attirato l'attenzione di una donna che ha allertato la polizia.
Alicia Tejeda Ramos, 35 anni, si trovava a casa nel quartiere di Toriello Guerra quando ha sentito un suono indistinto provenire dall'esterno del suo appartamento: «L'ho ignorato per un po' - ha raccontato la donna – Poi, quando mi sono resa conto che si trattava della voce di un bambino, ho guardato fuori dalla finestra, ma non sono riuscita a vedere nulla. Sono andata fuori e solo allora mi sono accorta che il pianto proveniva da sotto i miei piedi, dalla fogna. Ero davvero scioccata, ma ho mantenuto la calma e ho chiamato immediatamente i soccorsi e la polizia».
Quando gli agenti sono arrivati sul posto, si sono calati nella fogna dove hanno trovato un neonato in evidente stato di ipotermia: nonostante fosse stato avvolto in una coperta, aveva dovuto combattere con le temperature estremamente fredde della fogna. Ricoverato d'urgenza in ospedale, sta reagendo bene alle terapie ed è in fase di recupero.
La polizia si è messa sulle tracce dei genitori, anche se non sarà facile individuarli visto che non è ancora chiaro quanto tempo il neonato abbia passato sotto terra.
In Messico è il secondo caso in pochi mesi di abbandono di bambini in fasce: lo scorso ottobre una studentessa ha dato alla luce una bambina in un bagno di una stazione della metropolitana e poi è fuggita. È stata arrestata poche ore dopo nella stessa toilette dove aveva partorito: insieme ai genitori, infatti, era tornata per accertarsi sulla sorte della piccola
(Fonte: Leggo.it)

giovedì 25 giugno 2015

AQUILONI COLORATI CHE RALLEGRANO

NON BASTA SOLO UN GIORNO....
Per un giorno Gaza non entra nel Guinness dei primati per la sperimentazione di armi, per il numero di morti civili in un raid, per la quantità di bambini uccisi sotto i 9 anni. Per una volta il Guinness della Striscia di Gaza è di colori...

Per una volta la spiaggia di Beit Lahiya si è riempita dei 750.000 bambini di Gaza e dei loro sorrisi... e niente riempie il cuore più di questo...
Per una volta la spiaggia di Beit Lahiya si è riempita dei 750.000 bambini di Gaza e dei loro sorrisi... e niente riempie il cuore più di questo...
Ai bimbi della terra di Palestina, ai bimbi prigionieri dal giorno del loro concepimento…
Ai loro sorrisi violentati, al loro bisogno di infanzia, all’intensità dei loro sguardi, alla profondità dei loro cuori così abituati a soffrire ed essere strappati ai propri amori, ai propri sostegni.

A quei bambini, che almeno una volta hanno sorriso guardando il cielo e non l’hanno guardato con terrore.
Quel cielo quasi sempre portatore di morte…

mercoledì 24 giugno 2015

MOSTRI DELL'ORRORE


QUANDO L’IMPORTANTE E’ SODDISFARE I PROPRI DESIDERI E ASSECONDARE IL PROPRIO SENTORE, LE RELAZIONI, I VALORI E LA VITA NON HANNO PIU’ NESSUNA IMPORTAZA E PER IL RAGGIUNGIMENTO DELL’INDIPENDENZA DELLA LIBERTA’ PERSONALE SI ELIMINA TUTTI COLORO CHE SI PRESUME POSSANO ESSERE DEGLI OSTACOLI ANCHE A COSTO DI UCCIDERLI E DIVENTANDO DEI MOSTRI…



E' un caso un po' malvagio che tutto accada in un giorno e che si debba dare una gerarchia all’orrore. Cosa mettere sopra?
La foto del muratore con gli occhi freddi o quella dello sposo sorridente? A chi dare - nei siti e nei giornali - il titolo in alto? All’assassino di Yara o all’uomo che ha cancellato con un coltello la sua famiglia? Si sceglie, infine, si deve, e come è inevitabile che sia i due ritratti finiscono più o meno vicini in un giorno come questo, senza pietà: mostro 1, al momento presunto, e mostro 2, il reo confesso.

Eccoli. Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, biondo con la barba curata, una faccia che non si ricorda e adesso è facile notare quello sguardo sfuggente e quel sorriso immobile, in realtà è un volto qualunque. Il dna dice che è stato lui a uccidere Yara Gambirasio, la scienza si ferma qui e non indaga le ragioni degli uomini e non disegna con la stessa esattezza la rabbia e la follia. La ragazzina di tredici anni - altra inevitabile cattiveria della cronaca - è accanto al suo mostro, sorride mostrando l’apparecchio dei denti o appare concentrata nell’eseguire una perfetta spaccata.

Carlo Lissi è accanto alla donna che è appena diventata sua moglie, sembra un bel giorno, quello e gli altri che verranno, una famiglia serena, così la descrivono i vicini. Cristina Omes si lascia abbracciare dall’uomo che diventerà - il 16 giugno 2014 - il mostro 2. In piccolo, accanto a questa, la foto del salone, nella villetta del massacro.
Due storie così in un giorno, un macabro collage di immagini. Yara e il lungo mistero finito ieri. La mamma e i suoi due bambini sacrificati per un vago desiderio di libertà, un giallo di poche ore. C’è la casualità di una data, ad accomunare Bossetti e Lissi, c’è l’immensità del male che hanno fatto - per il primo è il caso di dire avrebbe fatto - c’è l’impossibilità di dare una ragione a tanta crudeltà perché qualunque ragione apparirebbe troppo piccola e renderebbe quel male ancora più irragionevole e smisurato.

Ma c’è dell’altro ad avvicinarli: tutti e due hanno - nel primo caso, ripetiamo, avrebbe - ucciso e poi finto un’impossibile normalità. Bossetti per quasi quattro anni, Lissi per qualche ora. Il muratore ha continuato la fare la sua vita ordinata da «tipo tranquillo», su facebook le foto di moglie, figli, cani e gatti. Apparire sereno e mentire al punto da far sparire ogni menzogna. Lissi è uscito di casa, ha chiuso dietro una porta il sangue dei suoi bambini e di sua moglie, ed è andato a tifare per l’Italia, con gli amici, come in una serata qualsiasi. Ha esultato per Marchisio e Balotelli, agli inquirenti ha raccontato una storia inverosimile e ha insistito nelle sue bugie finché ce l’ha fatta. La lucidità dei mostri, la freddezza di chi ha un piano, lo sdoppiamento e l’inganno. Si incrociano, per un giorno, due storie così ed è un caso malvagio.


(Fonte: www.messaggero.it)


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