giovedì 25 giugno 2015

AQUILONI COLORATI CHE RALLEGRANO

NON BASTA SOLO UN GIORNO....
Per un giorno Gaza non entra nel Guinness dei primati per la sperimentazione di armi, per il numero di morti civili in un raid, per la quantità di bambini uccisi sotto i 9 anni. Per una volta il Guinness della Striscia di Gaza è di colori...

Per una volta la spiaggia di Beit Lahiya si è riempita dei 750.000 bambini di Gaza e dei loro sorrisi... e niente riempie il cuore più di questo...
Per una volta la spiaggia di Beit Lahiya si è riempita dei 750.000 bambini di Gaza e dei loro sorrisi... e niente riempie il cuore più di questo...
Ai bimbi della terra di Palestina, ai bimbi prigionieri dal giorno del loro concepimento…
Ai loro sorrisi violentati, al loro bisogno di infanzia, all’intensità dei loro sguardi, alla profondità dei loro cuori così abituati a soffrire ed essere strappati ai propri amori, ai propri sostegni.

A quei bambini, che almeno una volta hanno sorriso guardando il cielo e non l’hanno guardato con terrore.
Quel cielo quasi sempre portatore di morte…

mercoledì 24 giugno 2015

MOSTRI DELL'ORRORE


QUANDO L’IMPORTANTE E’ SODDISFARE I PROPRI DESIDERI E ASSECONDARE IL PROPRIO SENTORE, LE RELAZIONI, I VALORI E LA VITA NON HANNO PIU’ NESSUNA IMPORTAZA E PER IL RAGGIUNGIMENTO DELL’INDIPENDENZA DELLA LIBERTA’ PERSONALE SI ELIMINA TUTTI COLORO CHE SI PRESUME POSSANO ESSERE DEGLI OSTACOLI ANCHE A COSTO DI UCCIDERLI E DIVENTANDO DEI MOSTRI…



E' un caso un po' malvagio che tutto accada in un giorno e che si debba dare una gerarchia all’orrore. Cosa mettere sopra?
La foto del muratore con gli occhi freddi o quella dello sposo sorridente? A chi dare - nei siti e nei giornali - il titolo in alto? All’assassino di Yara o all’uomo che ha cancellato con un coltello la sua famiglia? Si sceglie, infine, si deve, e come è inevitabile che sia i due ritratti finiscono più o meno vicini in un giorno come questo, senza pietà: mostro 1, al momento presunto, e mostro 2, il reo confesso.

Eccoli. Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, biondo con la barba curata, una faccia che non si ricorda e adesso è facile notare quello sguardo sfuggente e quel sorriso immobile, in realtà è un volto qualunque. Il dna dice che è stato lui a uccidere Yara Gambirasio, la scienza si ferma qui e non indaga le ragioni degli uomini e non disegna con la stessa esattezza la rabbia e la follia. La ragazzina di tredici anni - altra inevitabile cattiveria della cronaca - è accanto al suo mostro, sorride mostrando l’apparecchio dei denti o appare concentrata nell’eseguire una perfetta spaccata.

Carlo Lissi è accanto alla donna che è appena diventata sua moglie, sembra un bel giorno, quello e gli altri che verranno, una famiglia serena, così la descrivono i vicini. Cristina Omes si lascia abbracciare dall’uomo che diventerà - il 16 giugno 2014 - il mostro 2. In piccolo, accanto a questa, la foto del salone, nella villetta del massacro.
Due storie così in un giorno, un macabro collage di immagini. Yara e il lungo mistero finito ieri. La mamma e i suoi due bambini sacrificati per un vago desiderio di libertà, un giallo di poche ore. C’è la casualità di una data, ad accomunare Bossetti e Lissi, c’è l’immensità del male che hanno fatto - per il primo è il caso di dire avrebbe fatto - c’è l’impossibilità di dare una ragione a tanta crudeltà perché qualunque ragione apparirebbe troppo piccola e renderebbe quel male ancora più irragionevole e smisurato.

Ma c’è dell’altro ad avvicinarli: tutti e due hanno - nel primo caso, ripetiamo, avrebbe - ucciso e poi finto un’impossibile normalità. Bossetti per quasi quattro anni, Lissi per qualche ora. Il muratore ha continuato la fare la sua vita ordinata da «tipo tranquillo», su facebook le foto di moglie, figli, cani e gatti. Apparire sereno e mentire al punto da far sparire ogni menzogna. Lissi è uscito di casa, ha chiuso dietro una porta il sangue dei suoi bambini e di sua moglie, ed è andato a tifare per l’Italia, con gli amici, come in una serata qualsiasi. Ha esultato per Marchisio e Balotelli, agli inquirenti ha raccontato una storia inverosimile e ha insistito nelle sue bugie finché ce l’ha fatta. La lucidità dei mostri, la freddezza di chi ha un piano, lo sdoppiamento e l’inganno. Si incrociano, per un giorno, due storie così ed è un caso malvagio.


(Fonte: www.messaggero.it)


mercoledì 10 giugno 2015

I DIECI BAMBINI PIU’ FELICI DEL MONDO




1 – Il bambino svegliato da due baci, quello di mamma e quello di papà
2 – Il bambino sudato, per aver tanto giocato
3 – Il bambino che si sente raccontare fiabe
4 – Il bambino non schiacciato da mille corsi
5 – Il bambino abbracciato, senza essere soffocato
6 – Il bambino, che qualche volta puo’ andare in bicicletta, 
da solo, con il papà
7 – Il bambino che non semte sempre e solo le parole “mangiare”, “bere”, “avere”, “piacere”,
      ma anche “sacrificio”, “dovere”, “amore”, “Dio”
8 – Il bambino che quando cade puo’ gridare indifferentemente “mamma” o “papà”
9 – Il bambino che puo’ accarezzare un gattino, 
toccare la neve, giocare con l’acqua
10 – Il bambino che non è costretto a dimostrare d’essere un genio

(Fonte Web)

giovedì 4 giugno 2015

COMBATTETE SENZA ARRENDERSI MAI...



E QUANDO PENSI CHE LA VITA CE L'ABBIA CON TE
E CREDI DI NON FARCELE E CHE SIA MEGLIO MORIRE,
ECCO CHE INCONTRI CHI COMBATTE OGNI GIORNO
PER GUADAGNARSELA LA VITA,
CHI NONOSTANTE TUTTO NON SI ARRENDE E LOTTA
E ALLORA PENSI CHE TU
HAI UNA GRANDE OPPORTUNITA'
E UNA GRANDE FORTUNA

(Fonte Web)

martedì 26 maggio 2015

UN VERO AMORE...




Un vero amore col tempo non diventa mai abitudine...
Cambia certo, come cambia il viso e le mani e la voce.
Un vero amore col tempo diventa stringersi più forte, aprire le vele del cuore nelle tempeste e insieme solcare i mari della vita.

A volte si perde la rotta, 
ma in qualsiasi bufera si regge insieme il timone. 
E allora ti accorgi d'aver vissuto non come dovevi, 
ma come volevi. 
Non per amore, ma per un grande amore.
Quello della tua vita.

(Fonte Web)

venerdì 22 maggio 2015

SEPARAZIONE GENITORI...


MOLTI GENITORI DOVREBBERO PENSARE 
UN PO' DI PIU' AI PROPRI FIGLI...


Posta il suo ultimo selfie su Facebook e si uccide. Aaliyah Sutherland si è tolta la vita a 13 anni a seguito del forte choc avuto dopo la separazione dei suoi genitori. 
oche ore dopo il selfie la ragazza è stata portata in ospedale dalla madre che ha scoperto il corpo esanime in camera ma ormai era troppo tardi e i medici non hanno potuto fare altro che dichiarare la sua morte.

La madre e il padre della ragazza, che hanno un'altra figlia di 15 anni, non hanno rilasciato dichiarazioni sul tragico lutto. In poche ore la sua bacheca Facebook è stata riempita dai commenti e dai saluti dei suoi amici e compagni di scuola.
Secondo le indagini condotte dalla polizia, a quanto riporta il Mirror, non ci sarebbero circostanze sospette sulla morte dell'adolescente, e hanno confermato l'iniziale ipotesi di suicidio.

(Fonte: Leggo.it)

lunedì 18 maggio 2015

PAZZIA ALL'ENNESIMA POTENZA


QUESTA NON PUO' DEFINIRSI MAMMA,
MA UNA VERA E PROPRIA ASSASSINA...


Omy, di due anni, Abbygail, di quattro e Madyson, di sei, sono morte bruciate vive. Ad appiccare il fuoco è stata la loro stessa mamma, Thioro Mbow, una casalinga di 35 anni con gravi disturbi psichici, probabilmente dovuti all’abuso di droga e alcol. Dopo averle chiuse in una stanza piena di carta e aver innescato l’incendio la donna ha telefonato all’ex marito: “Ascolta le loro urla – gli ha detto – Non le salverai mai”. E’ il pomeriggio di orrore consumatosi mercoledì a Lennik, comune fiammingo a Ovest di Bruxelles. 
A scatenare la follia della madre sarebbe stata una lettera da parte dell’avvocato del marito, Hellmut Ulin, con la quale chiedeva la custodia delle bambine. Di qui la tragedia di proporzioni inimmaginabili, assistita in diretta telefonica dal padre delle bambine che ha corso più veloce che ha potuto per cercare di fermarla. Ma non ci è riuscito. “Non ti consegnerò mai le mie figlie”, gli ha detto lei prima di riagganciare. 
Quando Hellmut è arrivato sul posto non c’era più nulla da fare. Thioro stazionava impassibile dinanzi al capanno ancora fumante. “Dieci minuti di urla – gli ha detto – poi è finito tutto”. La donna è stata immediatamente arrestata ma non è ancora stata ascoltata dagli inquirenti.
(Fonte: blizquotidiano.it)
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