martedì 19 settembre 2017

NO ALLE MERENDINE...



 Queste le motivazioni del perché è meglio ed opportuno evitare di mangiare le merendine:
  • Il bambino deve imparare che il cibo viene dalla natura e soprattutto che è una cosa che “si fa con le mani”, non un oggetto che si scarta come un pacchetto di Natale. Ad attirarlo devono essere l’olfatto, il tatto e il gusto, non i colori della confezione o i personaggi visti in tv.
  • Rispetto alla maggior parte delle merende casalinghe, i cibi confezionati hanno più grassi, zuccheri e sale. I bambini che si abituano a questi sapori tendono poi a non apprezzare i sapori più delicati (come una mela da mangiare a morsi).
  • Dal punto di vista del tatto, le merendine puntano sempre sulla stessa sensazione: morbidezza e cremosità (nella merendina intera o nel ripieno). Fateci caso: i cibi morbidi e cremosi sono sempre i più calorici.
  • Le merendine sono una soluzione troppo facile, che non invita né al fare né al pensare; il cibo vero, al contrario, richiede cura (nella scelta, nella preparazione, nel trasporto). Proprio questa cura è un atto d’amore quotidiano che ha grande valore, anche per i bambini. Lo so perché mio figlio, che portava il panino da casa, era invidiatissimo da molti suoi compagni, che invece avevano pacchettini tutti uguali da scartare.
  • La merenda fatta in casa è una scuola di varietà e novità: un semplice panino si può fare in mille modi diversi e permette di scoprire tipi diversi di pane, di marmellata, di formaggi, di salse…
  • Le merendine abituano i sensi ai sapori industriali: quei sapori diventano, nel tempo, il “punto di riferimento” per definire il concetto di “buono”.
  • Nelle merendine non c’è cultura del cibo. Di qualsiasi ingrediente casalingo un genitore può facilmente raccontare la storia (da dove viene, come si produce…), ma certo non si può dire la stessa cosa del cibo industriale.
  • Le merendine costano, non solo in termini di denaro, ma anche in termini ambientali.
  • Le merendine ci prendono un po’ in giro. Quante volte le confezioni inneggiano al contenuto salutistico? Per caso i nostri bambini soffrono tutti di deficit di calcio e vitamine? In questo caso la soluzione va trovata col pediatra, non col supermercato
(Fonte: http://www.babygreen.it)


martedì 25 luglio 2017

STRINGILO FORTE FORTE...

 
 
 
 
L'aria si vizia...

I bambini no

Stringilo

Portatelo addosso

Respiralo a pieni polmoni...
 
Tientelo vicino,
 
 
il Tempo vola
 
(Web)

martedì 11 luglio 2017

GUERRA IN STRADA...


MI PIACEREBBE MOLTO CHE CERTI SORRISI CONTINUASSERO A RISPLENDERE QUI IN TERRA
E BASTEREBBE UN PUGNO DURO
E UN PO' DI SANA E GIUSTA DISCIPLINA...
MA SI SA', SIAMO IN ITALIA,
E DOMANI CHISSA' A CHI TOCCHERA'...
 
 
 
C’entra l’alcol: Maurizio de Giulio, artigiano, 50 anni, di Nichelino, è risultato positivo al test eseguito dai Carabinieri. C’entra la rabbia. Quella che ti mangia il cervello. 
Maurizio de Giulio è recidivo. Un’altra estate, 7 anni fa, dopo aver litigato con la moglie e aver bevuto, era stato arrestato per aver causato un incidente stradale e aver aggredito due vigili e due carabinieri. Alcol e rabbia sono esplosi sabato sera sulla rotonda di Condove, statale della Valsusa. Una moto. Un furgone. Un litigio. Un inseguimento. 
 
Elisa Ferrero non avrá mai più 27 anni. Matteo Penna, anni 29, non ha più una gamba e combatte per restare vivo. Elisa teneva abbracciato il suo ragazzo, sedeva dietro. Forse aveva cercato di calmarlo. Forse aveva paura. Forse si è accorta del rombo del Transit che piombava loro addosso. Forse ha urlato. 
 
Ci sono secondi che durano una vita. Lo sai solo se muori. 
Ma che la strada é una guerra, ecco, io credo che cominciamo a saperlo tutti. 
Ogni giorno, una collana di morti. Per distrazione, per ubriachezza, per eccesso di velocitá. 
 
Ma Condove spaventa forse di più. I giudici diranno se c’è stata intenzione di uccidere. Esiste adesso il reato di omicidio stradale e la giustizia farà il suo corso.  
Ma resta l’angoscia, accanto al pianto per Elisa e Matteo, che tornavano a casa in moto dopo una giornata felice. E non sapevano di essere in guerra. 


mercoledì 21 giugno 2017

IL NEGOZIO DI DIO


 
 
IN UNA BOTTEGA DIETRO IL BANCONE
VEDO UN ANGELO.
MERAVIGLIATO GLI CHIEDO "COSA SI VENDE QUI?"
"TUTTI I DONI DI DIO", MI RISPOSE
"COSTANO MOLTO?"
"NIENTE, E' TUTTO GRATIS !".
MI GUARDO INTORNO INCURIOSITO:
BOTTIGLIE DI FEDE, PACCHETTI DI SPERANZA, CONFEZIONI DI FELICITA'
MI FACCIO CORAGGIO E GLI ORDINO:
"MI DIA, PER FAVORE, MOLTO AMORE,
TUTTO IL PERDONO CHE HA,
UNA BOTTIGLIA DI FEDE,
ABBASTANZA FELICITA'
E LA SALVEZZA PER ME E I MIEI AMICI"
L'ANGELO MI PREPARA
UN PACCHETTINO BEN CONFEZIONATO,
MA COSI' PICCOLO DA STARE NELLA MIA MANOl
"TUTTO QUI?" DOMANDO.
E LUI, SORRIDENDOMI:
"MIO PICCOLO AMICO, IL NEGOZIO DI DIO
NON VENDE FRUTTI, MA SEMI !"
 
(Fonte WEB)

giovedì 27 aprile 2017

IL TRIBUNALE DELLE SPOSE BAMBINE


C'E' FORTUNATAMENTE ANCORA QUALCUNO CHE CONCRETAMENTE SI OCCUPA, COMBATTE E AIUTA 
LE SPOSE BAMBINE NEI MATRIMONI PRECOCI CHE IN MOLTI PAESI SONO ANCORA TROPPO DIFFUSI



Shada Nasser è una professionista yemenita che in qualità di avvocato si oppone alla pratica, molto diffusa, di far sposare bambine di 8-10 anni a uomini molto più anziani, soprattutto nelle aree più povere dello Yemen. A differenza delle sue connazionali, Shada Nasser ha avuto la fortuna di nascere in una famiglia borghese e di avere un padre giornalista, difensore dei diritti umani. Ha studiato all’estero ed è diventata una delle prime donne avvocato del paese, specializzandosi nella difesa dei diritti di donne e bambini.
Shada si batte da sempre affinché i genitori non facciano sposare le figlie in tenera età, ma solo nel 2008 ha avuto la possibilità di fare qualcosa di concreto per fermare questa pratica, perfettamente legale. Come tutte le mattine, Shada Nasser si era recata in tribunale per discutere una causa, quando le hanno detto che che una bambina era arrivata senza essere accompagnata dal padre o da fratelli, chiedendo di poter parlare con un avvocato.
La piccola, che si chiamava Nojoud (con lei nella foto sotto) e che all’epoca aveva solo 10 anni, si mise a piangere e disse a Shada che era disperata: il padre l’aveva costretta, a suon di botte, a sposare con un 30enne che la picchiava e la violentava regolarmente. Nojoud voleva il divorzio a tutti i costi e, piuttosto di tornare a casa, si sarebbe tolta la vita. “Quando parlavo con lei, era come se parlassi a mia figlia”, ha raccontato Shada,“l’ho abbracciata e le ho detto: non avere paura, ti aiuterò e riuscirai ad ottenere il divorzio”.
Sembrava una “causa persa” in partenza, poiché legislazione yemenita vieta ad una bambina di chiedere la separazione dal marito prima dei 15 anni, ma, grazie ai suoi contatti internazionali, Shada ha fatto in modo che il processo di Nojoud fosse seguito da giornalisti stranieri e che il mondo conoscesse il problema delle spose-bambine diffuso in tutti i paesi mediorientali. Il processo si è concluso con l’annullamento del matrimonio, anche se il giudice ha imposto a Nojoud di “risarcire i danni” al marito, quantificati in 200 dollari e raccolti grazie a donazioni.
Da allora, altre spose-bambine hanno cominciato a rivolgersi con fiducia a Shada Nasser. Tra le altre, anche Sally che aveva la stessa età di Nojoud e che ogni sera veniva drogata e violentata dal marito. “Preferisco morire che tornare da lui”, aveva detto Sally piangendo, perché quando ha chiesto aiuto al padre, quest’ultimo non poteva restituire al genero la dote di 1.000 dollari e riscattare la figlia e, quindi, l’ha picchiata a sangue e drogata a sua volta per farla restare col marito.
“Io non lo chiamo matrimonio. Lo chiamo stupro“, ha dichiarato Shada Nasser. “Nello Yemen, la legge sul matrimonio stabilisce che una ragazza non dovrebbe “dormire” con il marito fino a 15 anni. Ma questa legge non viene applicata. E molti giudici hanno forti pregiudizi sulle donne”.
Le spose-bambine che le chiedono aiuto sono in costante aumento, ma la strada è ancora lunga: si tratta di una piaga difficile da estirpare, poiché sono proprio i genitori che vivono nelle aree più povere a combinare i matrimoni delle figlie con uomini molto più anziani, in cambio di denaro che serve a sostenere il resto della famiglia.
Shada Nasser si batte per innalzare ad almeno 18 anni l’età legale per contrarre matrimonio e si impegna affinché, a livello nazionale, l’opinione pubblica non chiuda gli occhi e il dibattito non si fermi. “Il primo caso, il caso di Nojoud, ha cambiato molte cose e migliorato la vita a centinaia di ragazze che vivono nelle campagne. Questi matrimoni precoci derubano le bambine del loro diritto ad avere un’infanzia normale e un’istruzione. Credo profondamente nella professione di avvocato”, ha concluso, “Credo che serva a questo: ad aiutare gli altri”.
 

lunedì 20 marzo 2017

E A LEI CHE DEVO L'AMORE

 
 
 
Lei è l'essenza più dolce
è l'assenza più atroce
quando non è con me

 Lei quando gioca mi ferma
quando piange mi parla
a lei devo l'amore

 Lei primo vero natale
adorata e voluta
primo vero ideale

siamo già pronte per dormire
ninna nanna e…

è a lei che devo l'amore
la mia vita è stata un canto
quante strade che ha il mondo

piccolo o grande che sia
se l'amore è un cielo aperto
non lo devo che a lei
ninna nanna…

 Lei mi ricorda mia madre
nei suoi gesti sinceri
l'espressione e gli umori

 Lei mi accompagna e mi ascolta
a lei piace imitarmi
a lei piace volare

siamo già pronte per partire
ninna nanna e…

è a lei che devo l'amore
la mia vita è stata un canto
quante strade che ha il mondo

piccolo o grande che sia
se l'amore è un cielo aperto
non lo devo che a lei

 Lei senza troppe parole
è un regalo per sempre
dico grazie al mio amore

(Laura Pausini)

mercoledì 22 febbraio 2017

IL DISERTORE...


DOBBIAMO FAR CAPIRE AI GRANDI DELLA TERRA CHE NOI NON VOGLIAMO ASSOLUTAMENTE LA GUERRA,
MA BENSI' STARE BENE ED IN PACE TUTTI INSIEME...

 
 
In piena facoltà
egregio presidente
le scrivo la presente
che spero leggerà.

La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro lunedì

Ma io non sono qui
egregio presidente
per ammazzar la gente
più o meno come me

Io non ce l'ho con lei
sia detto per inciso
ma sento che ho deciso
e che diserterò.

Ho avuto solo guai
da quando sono nato
i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.

Mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.

Quand'ero in prigionia
qualcuno mi ha rubato
mia moglie e il mio passato
la mia migliore età.

Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.

Vivrò di carità
sulle strade di Spagna
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò.

Di non partire più
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.

Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo
andate a dare il vostro
se vi divertirà.

E dica pure ai suoi
se vengono a cercarmi
che possono spararmi
io armi non ne ho.
 
(di Boris Vian, trad. G. Calabrese) 

martedì 7 febbraio 2017

VIETATE AUTO A BENZINA





Il Parlamento olandese ha fatto il primo passo verso il divieto di vendita di auto a benzina e diesel nei Paesi Bassi dal 2025. A promuovere l’iniziativa è stato il partito Laburista PvdA che grazie al sostegno dei partiti Liberal Democratic D66, GroenLinks e ChristenUnie, ha ottenuto in Aprile una prima approvazione della legge in Parlamento.
Già da tempo il Governo Olandese sostiene iniziative “verdi” al fine di promuovere le risorse rinnovabili, il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
In occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Leggi qui: COP21!) tenutosi a Parigi lo scorso anno, l’Olanda ha aderito insieme ad altre quattro Paese ed otto stati del Nord America alla Internetional Zero-Emission Vehicle (ZEV) Alliance secondo cui i Paesi membri di impegnano vendere solo auto eco-compatibili entro il 2050
 
(Fonte: ilsorrisoquotidiano.it)

lunedì 23 gennaio 2017

PAURA DEL BUIO

 
 
 
«Ho paura del buio.»
«Il buio non c’è, Andrea.»
«Invece si.»
«Il buio è la luce spenta.»
«Nel buio ci sono i mostri. Alla luce non si vedono.»
«Tu li hai mai visti?»
«Si.»
«E com’erano?»
«Brutti.»
«Perché, cosa facevano?»
«Paura.»
«Come?»
«Con il buio: come fanno i mostri. Ti fanno paura perché si nascondono, ma ci sono.»
«Dove si nascondono?»
«Negli angoli, nei buchi, ed escono col buio. Di giorno ti seguono da dietro, non hanno il coraggio di venirti davanti perché la luce li soffia dietro di te. Però copiano tutto quello che fai.»
«Perché?»
«Sono invidiosi.»
«E fanno male?»
«Si.»
«Come?»
«Con il buio.»
«Ah…»
«Ma anche loro hanno una paura.» «Quale?»
«Sono sempre soli e ti attaccano quando sei solo anche tu»
«E se siamo in due?»
«Non attaccano.»
«Perché?»
«Perché in due c’è luce.»
«Ma se è tutto buio.»
«No, c’è una luce che solo i mostri vedono.»
«Che luce?»
«La luce che si accende quando due persone sono vicine e si abbracciano, come nella lampadina.» «Che c’entra?»
«Dentro la lampadina ci sono le braccia e in mezzo passa una luce nascosta, si vede solo nei disegni. Quando due si vogliono bene, nessun mostro può fare niente.»
«Ci sono mostri in questa casa?»
«Adesso si, perché la luce di mamma e papà li teneva tutti lontani. Ora la luce si è fulminata. Ora stanno uscendo tutti dagli angoli e dai buchi. E hanno fame.»
«E cosa mangiano?»
«Il sonno. Ti tengono sveglio e tutto il sonno che tu vuoi dormire lo risucchiano. Con questo crescono, diventano sempre più grandi. Poi non entrano più nei buchi e vanno dappertutto. Dobbiamo farli moririre di fame.»
«E come?»
«Tenendo accesa la nostra lampadina.»
 
   
(Fonte: Cose che nessuno sa-Alessandro D’Avenia)

mercoledì 4 gennaio 2017

BAMBINI AL GUINZAGLIO...

 
 
LE SUPERPOTENZE CHE PENSANO SONO A SFRUTTARE LE PERSONE CON RITMI SFRENATI E CONTINUI NON SI RENDONO CONTO CHE LA VITA E' BREVE E BISOGNA CERCARLA DI VIVERLA IN ALTRO MODO E CHE I BAMBINI POSSANO GIOCARE E DIVERTIRSI...
 


 





La Cina si avvia a diventare una superpotenza economica, potendo anche contare su una mano d'opera a basso costo ed abituata a turni di lavoro massacranti e in condizioni spesso disagevoli.

La crisi ha sicuramente toccato anche il continente giallo ma la concorrenza che è in grado di sostenere non ha pari: i prezzi dei prodotti cinesi, un po' in ogni settore, sono decisamente più bassi di quelli europei o americani.
La qualità non è sempre all'altezza ma in periodo di ristrettezze pecuniarie sono in molti ad indossare jeans di produzione cinese che costano 5 euro... solo per fare un esempio.

Ma tu
tta questa asiatica operosità ha un prezzo sociale; dal momento che molti genitori cinesi non sono in condizioni di permettersi il pagamento della retta di un asilo infantile, i bambini più piccoli, che ancora non vanno a scuola, sono costretti a stare tutto il giorno al guinzaglio, in ambienti igienicamente malsani, in attesa che mamma e papà finiscano i loro turni di lavoro nei laboratori.

(Fonte: http://blog.libero.it/interiorlanding/view.php?id=interiorlanding&gg=100430&mm=1007)

mercoledì 21 dicembre 2016

BAMBIN GESU'




ASCIUGA, BAMBINO GESU',
LE LACRIME DEI FANCIULLI
ACCAREZZA IL MALATO E L'ANZIANO
SPINGI GLI UOMINI A DEPORRE LE ARMI
E A STRINGERSI IN UN UNIVERSALE
ABBRACCIO DI PACE
INVITA I POPOLI, MISERICORDIOSO GESU'
AD ABBATTERE I MURI CREATI
DALLA MISERIA E DALLA DISOCCUPAZIONE
DALL'IGNORANZA E DALL'INDIFFERENZA
DALLA DISCRIMINAZIONE E DALLA'INTOLLERANZA.
 
SEI TU, DIVINO BAMBINO DI BETLEMME
CHE CI SALVI LIBERANDOCI DAL PECCATO.
SEI TU IL VERO E UNICO SALVATORE
CHE L'UMANITA' SPESSO CERCA A TENTONI
DIO DELLA PACE, DONO DI PACE
ALL'INTERA UMANITA'
VIENI A VIVERE NEL CUORE DI OGNI UOMO
E DI OGNI FAMIGLIA
SII TU LA NOSTRA PACE E LA NOSTRA GIOIA !
 
AMEN

(Papa Giovanni Paolo II)

lunedì 21 novembre 2016

L'ORCHESTRA RICICLATA


IN PARAGUAY SI CREANO STRUMENTI MUSICALI DAI RIFIUTI, UN BELL'ESEMPIO VISTO CHE ORMAI SIAMO SEMPRE CIRCONDATI DA ENORME SPAZZATURA...
 
 
Il mondo ci invia spazzatura, noi rispondiamo con la musica”: è questo il motto degli abitanti di Cautera, piccolo villaggio del Paraguay, dove la musica nasce tra i rifiuti. Cautera è una delle realtà più degradate e povere del Paraguay, vero e proprio ricettacolo di rifiuti, raccolti in un’enorme discarica, che domina la vita di questa piccola comunità di appena 2.500 famiglie. Lo smercio dei rifiuti nel mercato del riciclaggio è, per i suoi abitanti, la principale fonte di sostentamento: qui mezzo chilo di plastica vale 10 centesimi e la stessa quantità di carbone ne vale 5. Eppure, proprio in questo luogo dimenticato dal mondo, in mezzo a tonnellate di spazzatura, nasce un’idea visionaria e rivoluzionaria: dare nuova vita ai rifiuti, trasformandoli in strumenti musicali.
Grazie a Fabio Chávez, tecnico ambientale e musicista, nasce la “Recycled Orchestra”, il primo gruppo musicale al mondo in cui giovani musicisti suonano strumenti fatti di lattine d’olio, manici di scopa, tubi di scarico, tappi di bottiglia, forchette e svariati altri materiali raccolti tra i rifiuti. La storia di Cautera è ancor più sorprendente se si pensa che, in questo villaggio, un violino vale più di una casa.
Chávez ha conosciuto questi ragazzi e le loro famiglie oltre 5 anni fa, mentre lavorava a un progetto di riciclaggio dei rifiuti nella discarica di Cateura. Un giorno ha deciso di aiutare i bambini dando loro lezioni di musica: “All’inizio è stato molto difficile perché non avevamo un luogo  per provare e abbiamo dovuto insegnare nello stesso posto dove i genitori lavoravano, fra i rifiuti. I bambini non sapevano nulla di musica ed era molto difficile contattare i genitori perché molti di loro non vivono con i propri figli. Alla fine, i genitori hanno cominciato a vedere che la musica teneva i loro figli fuori dai guai”. Presto, le richieste di lezioni sono aumentate e il sogno di formare un’orchestra a Cautera ha preso forma; Chávez, quindi, si è dovuto ingegnare per procurare gli strumenti musicali necessari alla realizzazione del progetto. La soluzione al problema è venuta da Nicolas “Cola” un raccoglitore di rifiuti in grado di dare nuova vita ai rottami.
Grazie al popolo del web, oggi i giovani musicisti dell’Orchestra di Cautera sono richiesti in tutto il mondo: il bellissimo video che sta spopolando nei social network è il mezzo per raccogliere i fondi necessari per realizzare un documentario sulla “Recycled Orchestra” e far sì che questi giovani musicisti possano portare nel mondo uno straordinario messaggio di speranza, di tenacia e di riscatto.

(Fonte: www.buonenotizie.it)

giovedì 13 ottobre 2016

STOP BOMBARDAMENTI...


 
MI DUOLE IL CUORE VEDERE IMMAGINI DI BAMBINI CHE SONO COSTRETTI A PIANGERE PER COLPA DI QUESTE MALEDETTISSIME GUERRE, COSI' DA ALIMENTARE SEMPRE PIU' ODIO E VIOLENZA TRA I POPOLI.
 
 
MI PIACEREBBE VEDERE QUESTI VISI UNA VOLTA PER TUTTI SERENI E SORRIDENTI E CHE LE PERSONE CHE VANNO IN TERRA D'ALTRI, NON ANDASSERO CON LE BOMBE, MA BENSI' CON AMORE E ABBRACCI. 
 
 

mercoledì 12 ottobre 2016

I VERI PARROCI...



SE DA UNA PARTE CI SONO PARROCI SPORCHI E PEDOFILI, BISOGNA ANCHE SAPERE CHE CI SONO ALTRETTANTI PARROCI CHE, COME DOVREBBE ESSERE, FANNO DEL GRAN BENE...
 
 
 
 
Un atto di generosità inaspettata, quello di un parroco bergamasco che ha dato 50 euro “a titolo personale” ai bambini della locale scuola materna, per aiutare le famiglie a pagare la retta dell’asilo. Un cifra che per alcuni può sembrare modica, ma che per altri può fare davvero la differenza.
Per i genitori di un asilo di Bergamo, l’anno scolastico dei loro piccoli è iniziato con una bellissima sorpresa: hanno ricevuto dalla locale scuola materna una lettera che li informava che il pagamento della retta scolastica era stato ridotto di 50 euro.
Il parroco, che per anni ha fatto il direttore di istituto locale, è stato trasferitosi ad un’altra parrocchia, ma prima di lasciare l’incarico ha deciso di aiutare in modo concreto i bimbi che hanno iniziato la scuola quest’anno. Ha versato di tasca propria 50 euro per ognuno di loro, chiedendo all’istituto di scalarli direttamente dalla retta annuale.
Ma il suo gesto, seppur piccolo, è stato apprezzato dai genitori tanto che una mamma ha deciso di scrivere una lettera ad un giornale locale per segnalare il gesto di generosità del parroco e ringraziarlo pubblicamente a nome di tutti i genitori.
Questa mamma, che si chiama Maddalena, racconta come sulla lettera che accompagnava la prima retta dell’asilo della figlia, era riportata “una discreta nota a margine, messa unicamente per spiegare alle famiglie la variazione della quota riportata: “il parroco e presidente, che ha lasciato l’incarico perché nominato in altra parrocchia, a titolo personale, ha versato alla scuola una quota di 50 euro per ogni bambinoper ammortizzare la retta di tutto il prossimo anno scolastico”.
Per Maddalena è stata “una singolare, inaspettata, buona notizia. Una di quelle piccole, minuscole notizie che non trovano quasi mai spazio tra le pagine della cronaca italiana, nemmeno a sgomitare, ma che da sole, un pezzetto per volta, per la loro assoluta, incondizionata, gratuita concretezza sono quelle che potrebbero anche rimettere in piedi un Paese”.
E continua: “questi piccoli gesti, non certo simbolici, sono tanto silenziosi quanto efficaci e andrebbero raccontati, tutti, sempre, anche se sono più difficili da scovare. Se sapessi di trovarli nelle mie rassegne mattutine, anche solo in una piccola rubrica dedicata, avrei pure un buon motivo in più per continuare a rimboccarmi le maniche e per andare a comprare i giornali. E tanti come me, ne sono sicura”.
 
(Fonte: www.buonenotizie.it)

lunedì 3 ottobre 2016

UNA PARTE DI SE' PER AMORE DEL FIGLIO


OGNI GENITORE, PER AMORE DEL PROPRIO FIGLIO, FAREBBE QUALUNQUE COSA
PUR DI NON VEDERLO SOFFRIRE..
 


Niente più dialisi, da oggi la vita di un 17enne cambierà. E in meglio, grazie ad una persona per lui davvero speciale. Questo giovane di Padova non ha avuto vita semplice: alla sua età ha già subito ben due trapianti di rene. Il primo due anni fa, necessario a causa di un’insufficienza renale cronica sviluppata fin dalla nascita.Ma purtroppo non è andata bene: c’è stato un rigetto e si temeva che anche un nuovo rene, da un donatore sconosciuto, avrebbe causato complicazioni.
La dialisi sembrava l’unica strada percorribile finché le cose non fossero cambiate. Ma qualcuno, non l’ha permesso. La madre del giovane ha deciso che la dialisi non era da fare ed, essendo necessario un donatore vivente, ha deciso di dare una parte di sé al suo bambino, donando lui un rene sano.  I medici del Centro di Nefrologia Pediatrica, Dialisi e Trapianto dell’Azienda Ospedaliera di Padova, hanno fatto l’intervento ai primi di ottobre e il trapianto è stato un successo. Entrambi stanno bene e il decorso post operatorio procede al meglio.

(Fonte: www.buonenotizie.it)

lunedì 19 settembre 2016

KIDS COMPANY


UNA GRANDE DONNA DI CUI MOLTI DI NOI DOVREBBERO PRENDERE D'ESEMPIO...
 
 

Camila Batmanghelidjh, ex rifugiata iraniana nel Regno Unito, è psicoterapeuta e fondatrice di “Kids Company”, associazione che accoglie e aiuta bambini e ragazzi (anche membri di gang giovanili) che si trovano in situazioni di grave disagio, offrendo loro assistenza emotiva, scolastica e pratica (cibo, vestiti, case protette). Il lavoro di “Kids Company” è riconosciuto ed apprezzato nel Regno Unito per i notevoli risultati conseguiti: nel 91% dei casi si registra il completamento degli studi, nel 90% l’abbandono dell’attività criminale e nel 69% il conseguimento di un lavoro a tempo pieno.
Nata in Iran in una famiglia benestante, da madre belga e padre iraniano, Camila ha avuto una prima infanzia molto felice. I genitori mandarono Camila e la sorella in due collegi inglesi a studiare, ma nel 1979, a causa della rivoluzione, la loro vita cambiò totalmente: i beni della famiglia vennero confiscati e la casa incendiata, il padre di Camila, sostenitore dello Scià di Persia, venne imprigionato e ogni giorno rischiava di essere giustiziato. “Ho avuto un’infanzia davvero privilegiata, ma tutta la mia vita è stata spazzata via. E’ stato tremendo. La mia vita è stata stravolta e mi sono ritrovata, in un attimo, senza casa, senza status e senza denaro, come la maggior parte dei ragazzi che bussa alla mia porta”, ha raccontato Camila alla stampa inglese. Gli insegnanti di Camila la aiutarono a chiedere asilo politico e lo status di rifugiata. Il preside riuscì a garantire il pagamento della retta scolastica, ma Camila dovette trovare un lavoro part-time come baby sitter per pagarsi le spese correnti. La sorella non resse alla pressione psicologica e si suicidò in collegio. Per fortuna i genitori di Camila furono risparmiati, poterono lasciare l’Iran e raggiungerla in Inghilterra, ma nessuno di loro ha più potuto tornare a casa.
Camila, che ha sempre voluto lavorare con i bambini, riuscì a completare gli studi e diventare psicoterapeuta infantile. I piccoli pazienti che le venivano indirizzati dai servizi sociali inglesi, però, tendevano a saltare gli appuntamenti perché dovevano essere accompagnati da un adulto, ma le loro famiglie non erano affidabili. “Così ho deciso di attivare, in una scuola elementare, un servizio di psicoterapia a cui i bambini potessero fare riferimento da subito”, ha detto. “Ma il mio sogno era creare una struttura alla quale i piccoli potessero chiedere aiuto direttamente. Realizzare qualcosa che potesse soddisfare le loro esigenze e i loro bisogno in tempo reale e senza intermediazioni”.
Nel 1996, pur avendo pochissimi soldi, decise di rischiare e fondò la Kids Company. Aprì il primo centro a Londra, arredato e concepito per aiutare i minori di 11 anni, i più piccoli e vulnerabili: un mondo di fantasia a metà strada tra “Alice nel paese delle meraviglie” e “Le mille e una notte” con pareti, tavoli e sedie coloratissime. Ma i primi a bussare alla porta furono alcuni teenager membri di gang londinesi piuttosto violente: “Aprivo le porte tutti i pomeriggi alle tre ed ero terrorizzata, ma – per alleviare la tensione – li facevo accomodare e chiedevo loro di non sputare per terra”. La cosa ha funzionato: Camila è riuscita a conquistare la loro fiducia, tanto che, ancora oggi, il 97% degli adolescenti entra in contatto con lei non attraverso i servizi sociali, ma col passaparola.
Il successo di Camila coi minori risiede in un mix unico – basato sulla sua lunga esperienza – di psicoterapia, assistenza immediata (pasti caldi, abbigliamento adeguato, abitazioni protette e sicure, istruzione), costante supporto emotivo e stimolazione di fantasia e creatività. Dal 1996 ad oggi la Kids Company ha accolto e aiutato circa 36.000 bambini e ragazzi vittime di abuso e di abbandono. In questo momento ne assiste 18.000 e il suo staff conta circa 600 professionisti e 11.000 volontari suddivisi fra i centri di Londra e di Bristol
“Ciò che facciamo”, ha spiegato, “ è semplice: quando i bambini arrivano lo staff lascia che facciano le attività che preferiscono. Non apre o chiude file su di loro, ma cerca di conoscerli. Lo staff fornisce loro tre pasti caldi al giorno e, in caso di necessità, ci sono sempre un medico, uno psicoterapeuta, un dentista, un ottico, artisti e allenatori sportivi. Certo, ci sono anche bambini molto problematici che, all’inizio, perdono facilmente il controllo e possono causare danni. Ma io non mi lascio intimorire e cerco di stemperare la tensione. Mi avvicino a loro, prendo il viso tra le mani e dico: ma davvero pensi di farmi paura? Davvero vuoi che pensi che sei “cattivo”? Io non ho paura di te: per me sei non sei cattivo, ma stai solo soffrendo”. Ci vogliono almeno due anni di terapia e di “amore incondizionato” per conquistare la fiducia di un bambino disagiato, ma dal quel momento ha inizio la loro straordinaria trasformazione: “Abbiamo visto bambini senza fissa dimora studiare e laurearsi in medicina. Ragazzi che dormivano tra i bidoni della spazzatura e facevano parte di una gang, studiare giurisprudenza”.
L’obiettivo principale di Camila – che nel 2006 ha vinto il premio “Donna dell’anno” e nel 2013 è stata nominata fra le 100 donne più autorevoli del Regno Unito – è impedire ai bambini abusati e maltrattati di diventare, a loro volta, genitori violenti: “E’ un cerchio. Nessuno diventa violento senza motivo. Si tratta di dare a questi ragazzi strumenti concreti e adeguati a risolvere il problema, in modo che nella loro vita non ci sia mai più spazio per la violenza”. E ha concluso: “Tutto ciò che voglio è lavorare con i bambini. Molti mi chiedono qual’è il mio “segreto”. Forse è questo: non ho mai dimenticato come ci si sente quando si è bambini. Così riesco a vedere il mondo dal loro punto di vista e a capire di cosa hanno davvero bisogno”.

(Fonte: www.buonenotizie.it)

domenica 11 settembre 2016

IL MEGLIO DI TE...


TUTTO QUELLE CHE SI FA,
BISOGNA FARLO CON IL CUORE,
SENZA ASPETTARSI NULLA DAGLI ALTRI
 


IL BENE CHE FAI
POTRA' ESSERE DIMENTICATO:
NON IMPORTA, FA' IL BENE
 
QUELLO CHE HAI COSTRUITO
SARA' DISTRUTTO:
NON IMPORTA, COSTRUISCI
 
LA GENTE CHE HAI AIUTATO
FORSE NON TI DIRA' "GRAZIE":
NON IMPORTA AIUTALA.
 
DAI AL MONDO
IL MEGLIO DI TE
E TI TIRANO LE PIETRE:
NON IMPORTA,
DA' IL MEGLIO DI TE.

(Madre Teresa di Calcutta)

martedì 6 settembre 2016

AMORE MATERNO MORTALE


NON RIESCO PROPRIO A CAPACITARMI COME
UNA DONNA, DOPO 9 MESI DI ATTESA, ANSIE, PREOCCUPAZIONI, SPERANZA E AMORE RIESCA A FAR TUTTO CIO' A COLORO CHE SONO LA PROPRIA VITA

 
 
E' accusata di aver accoltellato a morte i suoi due figli, di quattro anni e otto mesi,  la giovane madre di 21 anni, Raven Veloz, arrestata in Oklahoma. Il più piccolo Ezechiele è morto, mentre la bambina, Sophia, è ricoverata in gravi condizioni. Il dramma si è consumato lunedì mattina
La giovane mamma ha colpito anche il compagno Sergio Garcia, ferito in modo meno grave, mentre Sophia è stata pugnalato più di 15 volte. "Mio fratello si sta riprendendo, ma il mio nipotino non c'è più", ha detto il cognato Victor Garcia. Raven ha anche cercato di pugnalare se stessa per far ricadere la colpa su Sergio. I due non erano sposati e stavano per essere sfrattati dall'appartamento in cui vivevano per problemi economici. Sulla Veloz pendono il reato di omicidio di primo grado e altri due capi di imputazione per aggressione con un'arma letale.
Secondo quanto emerge dalla pagina di Facebook, la donna aveva un'altra figlia di due anni morta nel gennaio scorso. Per questo era subentrata la depressione.
"Forse non riusciva a superare il dolore della perdita di sua figlia", hanno detto alcuni testimoni.
I parenti hanno creato una pagina di raccolta fondi per aiutare la famiglia a sostenere le spese dei funerali.
 
 
(Fonte: Leggo.it)

sabato 13 agosto 2016

BUONE VACANZE





E' GIUNTO IL MOMENTO DI FERMARSI UN POCHINO PER RICARICARSI NUOVAMENTE
DOPO LE VACANZE ESTIVE. 
MI ASPETTANO GIORNI PIENI DI GIOIA IN QUANTO RIESCO FINALMENTE A GODERMI LA MIA FAMIGLIA, CHE DURANTE TUTTO L'ANNO SI HA SEMPRE POCO TEMPO DA DEDICARE E LA SI TRASCURA


BUONE VACANZE A TUTTI VOI E RICORDIAMOCI ANCHE DI CHI, AL POSTO DI PENSARE ALLE VACANZE, E' COSTRETTA A FUGGIRE DELLE DISGRAZIE ALTRI

martedì 2 agosto 2016

L'AMORE NON SI CANCELLA...




Un bambino tutti i giorni si recava in spiaggia e scriveva sulla spiaggia: 
“Mamma ti amo!”; poi guardava il mare cancellare la scritta e correva via sorridendo…
Un vecchio triste passeggiava tutti i giorni su quel litorale, e lo vedeva giorno dopo giorno scrivere la stessa frase, e guardare felice il mare portargliela via. 
Fra sé e sé pensava: “Questi bambini, sono così stupidi ed emeri.” 
Un giorno si decise ad avvicinare il bambino, non avrà avuto più di dieci anni, e gli chiese: “Ma che senso ha che tu scriva “Mamma ti amo!” sulla sabbia che poi il mare te la porta via. Diglielo tu che le vuoi bene.” 
Il bambino si alzò, e guardando l’ennesima scritta cancellata dall’acqua salata disse al vecchio: “Io non ce l’ho la mamma! Me l’ha portata via Dio, come fa il mare con le mie scritte. 
Eppure torno qui ogni giorni a ricordare alla mamma e a Dio che non si può cancellare l’amore di un figlio per la propria madre.” 
Il vecchio si inginocchiò, e con le lacrime agli occhi scrisse: “Nora. Ti amo!”; era il nome della moglie appena morta. Poi prese il bimbo per mano e assieme guardarono la scritta sparire

(Fonte Web)
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