venerdì 31 maggio 2013

NON FACCIAMOCI INGANNARE...



QUESTA BAMBINA HA AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE QUELLO CHE RITENEVA GIUSTO.
MOLTI BAMBINI (MA LA COLPA E' DEI GENITORI) VENGONO ATTRATTI DA QUESTI LOCALI SOLAMENTE CON DELLE SORPRESE, CON DEI GIOCATTOLI, SENZA DARE IMPORTANZA AL CIBO.


FACCIAMOCI FURBI...MEGLIO UN PIATTO
SANO E GENUINO CHE UN ALTRO GIOCATTOLO.



A nove anni ha rimproverato al Ceo di McDonald, Don Thompson, durante un incontro tra azionisti a Chicago negli Stati Uniti.
«Sarebbe bello se la smettesse di ingannare i bambini nell'invogliarli a mangiare il vostro cibo tutti i giorni», è stato questo il rimprovero di Hannah Robertson.
La bambina ha preso la parola durante l'incontro senza sembrare per niente intimorita, anche se chiaramente all'incontro era presente anche la mamma.
La mamma che fa parte di un gruppo di attivisti che attraverso un blog fornisce notizie e consigli ai genitori su come poter aiutare i bambini a fare scelte alimentari salutari. Il gruppo da anni chiede al McDonald di cambiare la propria politica, e l'ultima battaglia riguarda proprio l'offerta fatta ai bambini che prevede la presenza di giocattoli nell' Happy Meal per invogliarli ad acquistare il cibo della catena.

(Fonte: Leggo.it)


giovedì 30 maggio 2013

PRIMA IL GIOCO...


PER ALCUNE MAMME E' PIU' IMPORTANTE IL GIOCO
CHE PRENDERSI CURA DEL PROPRIO FIGLIO...
                         


Ancora una volta il gioco sovrasta l'istinto genitoriale. Ha lasciato solo in casa il figlio di 18 mesi per andare a giocare alle slot-machine. La donna, una 31enne rumena, è stata denunciata dalla polizia per abbandono di minore. L'episodio è accaduto nel primo pomeriggio di ieri a Marino, in provincia di Roma, presso un'abitazione di via delle Valli. Sono stati i vicini, sentendo il pianto ininterrotto di un bambino, ad avvertire le forze dell'ordine.

 Sul posto sono giunti gli agenti del commissariato di Marino che hanno forzato la porta d'ingresso e con l'ausilio dei vigili del fuoco sono riusciti ad entrare. Il bambino si trovava sul letto in lacrime; controllato e visitato da personale del 118 è stato trovato in buone condizioni di salute. I poliziotti del commissariato, coordinati da Valter Di Forti, si sono poi mesi alla ricerca dei genitori. Dai primi accertamenti, anche ascoltando le testimonianze dei vicini, si è potuto apprendere che il padre, un operaio, era al lavoro, mentre la madre, che dove prendersi cura del piccolo, era andata a giocare alle slot-machine in un locale poco distante da casa. La donna, appena rintracciata, è stata accompagnata preso gli Uffici di Polizia e denunciata per abbandono di minore.

(Fonte: Leggo.it)


mercoledì 29 maggio 2013

PARTORIRE DURANTE UN INFARTO


QUESTO FATTO E' PROPRIO UN INNO ALLA VITA...
ED E' LA DIMOSTRAZIONE CHE AVERE UN FIGLIO
E' RIVIVERE UNA NUOVA VITA




Mette al mondo la sua bambina in arresto cardiaco.
É la storia di Enrica Nigrelli ,insegnante di inglese che alla trentaseiesima settimana ha vissuto un'esperienza a dir poco fuori dal comune.
La donna soffriva, a sua insaputa, di una malattia genetica che si chiama cardiomiopatia ipertrofica, patologia del miocardio caratterizzata da ispessimento delle pareti cardiache. La donna alla 36esima settimana ha un arresto cardiaco e viene portata d'urgenza all'ospedale dove i medici stabiliscono che la donna avrebbe dovuto immediatamente partorire.
Viene interrotta ogni forma di rianimazione e praticato un cesareo d'urgenza, in quei pochi minuti nasce la piccola Elayna, riprende la rianimazione della madre e pochi attimi dopo il cuore di Enrica torna a battere.
Si tratta di una specie di parto post mortem in cui però a non funzionare era solo il cuore della madre, mentre le funzioni cerebrali erano perfette.


(Fonte: Leggo.it)

martedì 28 maggio 2013

BABY MOSTRO...


IN LUOGHI DOVE I BAMBINI QUASI GIORNALMENTE
 VEDONO SOLO SANGUE SU SANGUE O ATROCITA',
A LUNGO ANDARE,
 FORSE RAPITI DA ESTREMA PAZZIA,
 POSSONO PORTARE A FARE
DEI GESTI TREMENDI E ASSURDI




Si è aperto oggi in Sudafrica, davanti al tribunale di Benoni, il processo contro un ragazzo di 14 anni accusato di avere massacrato a colpi di ascia quattro componenti della sua famiglia mentre stavano dormendo.
Tra le vittime la sorellina di tre mesi e il fratellino di sette anni del giovane killer. I fatti risalgono a venerdì scorso a Etwatwa Rand, una bidonville della regione di Johannesburg.
All'udienza non era presente l'adolescente - secondo quanto ha riferito un portavoce della polizia, Lungelo Dlamini - che è «ricoverato per dei test psichiatrici». Il ragazzo ha anche ucciso la madre di 42 anni e la nonna di 58 anni.
Le altre due sorelle di 8 e 9 anni sono invece riuscite a fuggire e hanno dato l'allarme. Ancora sconosciuto il movente per la polizia, mentre testimoni locali hanno riferito che il giovane avrebbe avuto un passato legato alla tossicodipendenza.

(Fonte: Leggo.it)

sabato 25 maggio 2013

UN'ARMA IN OGNI CASA...

 

PRINCIPALMENTE IN AMERICA VI E' IN CIRCOLAZIONE CIRCA UN' ARMA A TESTA

PER OGNI CITTADINO.

 

LA COLPA DI QUESTO BOOM INUTILE E LETALE, NON STA, COME DICONO NELL'INTERPRETAZIONE DISTORTA DI UN'ANTICA REGOLA DELLA COSTITUZIONE (IL DIRITTO DI ARMARSI),

MA COME SEMPRE DA COLORO CHE, CONSAPEVOLI DEL MALE CHE POSSONO FARE, LI CONTINUANO AD ACQUISTARE...

E CHI NE TRAE SEMPRE IL GUADAGNO

SONO SEMPRE LE SOLITE LOBBY.

 
 
 
 

 


La regola di cui parliamo è il Secondo Emendamento della Costituzione americana, ratificato nel 1791. Recita così: «Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una milizia ben regolata, il diritto del popolo a possedere e portare armi non dovrà essere infranto». Ci sono dispute accademiche anche sulla posizione delle virgole in queste frasi, ma il senso e l’origine dell’emendamento sono chiari. La rivoluzione contro gli inglesi era stata vinta grazie alle milizie, che non volevano essere smembrate. Inoltre la giovane democrazia americana temeva che Londra tentasse la rivincita, e voleva conservare la possibilità di riarmare in fretta i propri cittadini per difendersi. Col tempo, poi, a questi timori per l’indipendenza si era aggiunta la preoccupazione per l’assenza della legge in molte regioni sperdute degli Usa, e quindi il senso dell’emendamento era stato allargato per giustificare il diritto dei cittadini all’autodifesa. Nulla di tutto questo ha più senso. La regina Elisabetta non pianifica la conquista di Washington, e se lo facesse verrebbe annichilita dal più potente esercito del mondo. Quanto alla legge, in alcune zone del Paese scarseggia ancora, ma ci sono l’Fbi, varie agenzie federali, e i dipartimenti di polizia locali per difenderla.

Eppure proprio il Federal Bureau of Investigation stima che i privati cittadini americani possiedono tra 240 e 270 milioni di armi: se ci si aggiungono quelle custodite negli arsenali delle forze armate e dell’ordine, il totale tocca almeno una bocca da fuoco a persona. Perché? La spiegazione culturale alta è che gli americani amano il fucile, in quanto considerano il suo possesso come un segno di libertà. Quella più prosaica è che il business delle armi, valutato in circa 4 miliardi di dollari all’anno, sfrutta questa mentalità e il Secondo Emendamento per prosperare.

Da quando nel 1865 venne ucciso il presidente Lincoln, fino alle stragi di Columbine e Virginia Tech, sono stati fatti diversi tentativi per regolamentare la materia. Il più serio forse nacque dal tentato assassinio di un altro capo della Casa Bianca repubblicano, Reagan, che lasciò paralizzato il portavoce James Brady. Proprio Brady si alleò col democratico Clinton per passare nel 1993 una legge che aumentava i controlli su chi comprava armi. Da allora in poi, però, invece di progredire si è indietreggiato. Il sindaco di New York Bloomberg ha scandalizzato il Gop con cui si era presentato, imponendo regole per scoraggiare l’acquisto di armi, e ieri ha sferzato tanto Obama, quanto Romney, chiedendo di chiarire cosa intendono fare per frenare il commercio. I due candidati però tacciono, per non perdere voti, e l’ultima parola l’ha pronunciata la Corte Suprema con i casi «District of Columbia versus Heller» del 2008, e «McDonald versus Chicago» del 2010, confermando e rafforzando il Secondo emandamento. Heller era un poliziotto che voleva il diritto di portarsi la pistola a casa, e il massimo tribunale gli ha dato ragione.

La Nra sostiene che le leggi in vigore basterebbero ad evitare i crimini, se fossero applicate, ma la realtà dimostra il contrario. Ad esempio lo squilibrato che sparò alla deputata Gabrielle Giffords aveva acquistato le munizioni al supermercato Wal-Mart, mentre il Government Accountability Office ha documentato che negli ultimi sei anni 1.119 persone inserite nelle liste anti terrorismo hanno potuto comprare legalmente armi ed esplosivi.

Dopo il massacro nel liceo Columbine, proprio a Denver nel 1999, sembrava che la maggioranza degli americani si fosse convinta almeno a stabilire regole più severe, ma ora la tendenza si sta invertendo. La Gallup stima che i favorevoli a nuove strette sono scesi sotto il 50%, mentre l’anno scorso ha fatto segnare il record di 11 milioni di armi acquistate. A questi numeri si aggiungono poi i mitra del narcotraffico, che penetrano dal Messico, forniti in alcuni casi proprio dal governo Usa, come ha dimostrato lo scandalo «Fast and Furious». Secondo i dati provvisori disponibili, le vendite stanno aumentando anche nel 2012, perché la gente teme che se Obama verrà confermato, imporrà finalmente dei paletti veri. Magari la folle strage di Batman tornerà a convincere gli americani che avrebbe ragione a farlo.
 
(Fonte: Lastampa.it)

giovedì 23 maggio 2013

ATTENTI AI VACCINI...


QUESTO E' SOLO UN MIO CONSIGLIO...
 
NON FATELO! IL VIRUS DELL'INFLUENZA OGNI ANNO E' SOGGETTO A MODIFICAZIONE DEL GENOMA VIRALE.
QUESTI VACCINI SONO SOLO UN VILE ESPEDIENTE DELLE CASE FARMACEUTICHE E TALVOLTA ANCHE PERICOLOSI
 
 

 
 
Inseguito da decenni, il sogno del vaccino jolly attivo contro i diversi ceppi del virus dell'influenza non è mai arrivato così vicino alla realtà.

Ad accendere l'ottimismo sono i risultati positivi pubblicati sulla rivista Nature dai ricercatori del Centro americano per la ricerca sui vaccini dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (Niaid) dei National Institutes of Health (Nih).
Il vaccino è stato sperimentato sui furetti, gli animali di riferimento nella ricerche sui vaccini anti-influenzali e la cui risposta è ritenuta molto simile a quella umana.
Nei test condotti finora lo stesso vaccino è riuscito a contrastare i virus influenzali del ceppo H1N1 circolati nel mondo per oltre 70 anni, dal 1934 al 2007.
Secondo gli autori il risultato potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di vaccini in grado di colpire altri virus influenzali emergenti e altri patogeni.
Per avvicinarsi al traguardo di un vaccino capace di contrastare un virus mutevole e imprevedibile come quello dell'influenza è stato necessario abbandonare le tecniche tradizionali di ricerca e di preparazione dei vaccini e spostarsi nei laboratori di nanotecnologia. Il punto di partenza dei ricercatori è stata la struttura della proteina che da sempre è uno dei principali bersagli del virus dell'influenza: l'emoagglutinina.
Quest'ultima è infatti una delle due molecole principali che si trovano sulla superficie del virus e che gli servono per agganciarsi alla superficie delle cellule per infettarle. Neutralizzarla significa perciò avere un'arma importante contro il virus. I ricercatori guidati da Masaru Kanekiyo, in collaborazione con un gruppo dell'azienda farmaceutica Sanofi, hanno «smontato» l'emoagglutinina e l'hanno letteralmente 'incastratà nella struttura di una seconda con una proteina capace di auto-assemblarsi, chiamata ferritina. Il risultato è stata una nanoparticella che si è auto-costruita assumendo una struttura particolare: dalla sua superficie emergono otto 'speroni' e che, affermano i ricercatori, riesce a stimolare una risposta dieci volte più potente rispetto a quelle ottenute finora.
Stimola infatti la produzione di anticorpi contro almeno due strutture dell'emoagglutinina straordinariamente ben conservate nel tempo e presenti in molti ceppi dei virus influenzali. Il problema dei vaccini tradizionali è la loro rapida perdita di efficacia: devono essere rinnovati ad ogni stagione per riuscire a seguire le trasformazioni dei virus influenzali, capaci di dare origine a nuovi ceppi imprevedibili.
Un altro punto a favore del vaccino jolly è la sicurezza. Poichè viene ottenuto ricombinando due 'pacchettì di geni (quelli dell'emoagglutinina e quelli della ferritina), il vaccino è più sicuro dei vaccini tradizionalmente prodotti coltivando i virus in uova o colture cellulari.


(Fonte: Leggo.it)

mercoledì 22 maggio 2013

UN CUORE IN DONO...



LA VERA E ASSOLUTA FUNZIONE DEL WEB E DELLE TECNOLOGIE SAREBBE QUESTA...

QUELLA DI FARE DEL BENE O SALVARE VITE UMANE...

COME E' SUCCESSO A QUESTA PICCOLISSIMA BAMBINA







Un cuore proveniente da Praga e reso disponibile grazie a un progetto europeo coordinato dal Centro Nazionale Trapianti è stato trapiantato ieri in una bambina di 11 mesi all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. «Il trapianto - annuncia il ministero della salute - si è reso possibile grazie alla donazione dei familiari del bambino deceduto a Praga e al funzionamento del network che collega i Paesi Ue che possono segnalare, in tempo reale via web, la presenza di organi disponibili e scambiarli tra loro».
«Un cuore in dono grazie al web ed alla cooperazione europea è la dimostrazione che la globalizzazione può essere virtuosa, anche, anzi soprattutto in questo caso, all'uso intelligente delle nuove tecnologie - ha sottolineato il ministro della Salute Renato Balduzzi - tutto ciò è stato reso possibile dall'organizzazione del servizio Sanitario nazionale italiano, considerato uno tra i migliori del mondo, che ha tra le sue eccellenze proprio il Centro Nazionale Trapianti».
La segnalazione da parte della Repubblica Ceca che per il piccolo cuore non aveva riceventi idonei è arrivata lunedì alle ore 10:45 e l'Italia è stato il primo Paese a rispondere utilizzando per la prima volta la piattaforma web creata con il progetto. Nella notte una equipe chirurgica con un volo privato dell'Aeromed ha portato l'organo in Italia e in mattinata è stato effettuato il trapianto che si è concluso intorno alle 13 di ieri, dopo poco più di 27 ore.
La bambina ha trascorso una notte tranquilla e le sue condizioni sono definite dai medici 'incoraggianti': «L'ottima riuscita dello scambio di organi nell'ambito di collaborazioni tra i Paesi dell'Unione Europea è un elemento di grande soddisfazione e orgoglio per il Centro Nazionale Trapianti che fortemente ha creduto e voluto il progetto - ha dichiarato Alessandro Nanni Costa, Direttore del Centro Nazionale Trapianti - Nel 2011 sono stati trapiantati in Italia 120 organi prelevati in altri Paesi e sono stati trapiantati all'estero 102 organi prelevati in Italia. Gli scambi con l'estero rappresentano circa il 4% del complesso delle attività di trapianto».
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