sabato 2 novembre 2013

UNA VOCE CHE COMMUOVE...




COME SI FA A NON EMOZIONARSI 
E A NON COMMUOVERSI DI FRONTE 
A QUESTA DOLCE CREATURA 
E ALLA SUA VOCINA?



Un intero stadio in lacrime per la piccola Darla Holloway. La bambina, che ha 4 anni e a cui è stata diagnosticata la leucemia ha cantato in uno stadio, prima di una partita di baseball God Bless America.
La bambina che è in cura da un anno ha ancora un lungo percorso davanti a sè prima della guarigione, ma con lei c'è la sua mamma che ha anche fatta da accompagnatrice a Darla durante la kermesse.

I giocatori e gli spettatori hanno assistito alla dolce performance con rispettoso silenzio lasciando che la piccola voce si ascoltasse bene nello stadio.
Molti si sono commossi al suono della piccola e qualcuno non ha saputo controllare le lacrime.
(Fonte: Leggo.it) 

giovedì 31 ottobre 2013

NON ME LO SO SPIEGARE...


 
MI CHIEDO QUALE BESTIA 
SIA CAPACE DI UN ATTO SIMILE...




Ha infatti avuto successo l'intervento di ricostruzione degli occhi a cui è stato sottoposto in un ospedale specializzato di Shenzhen. Un medico di Hong Kong che ha fatto parte del team che ha condotto la complessa operazione, durata quasi cinque ore, ha spiegato che le protesi personalizzate preparate per Guo riempiono circa il 70% della cavità oculare e che in seguito, quando le ferite saranno completamente guarite, si potranno impiantare delle conchiglie oculari per il restante 30% anche per dare agli occhi un aspetto più naturale. Grazie a questi interventi il bambino riacquisterà gli occhi a livello estetico ma non potrà riacquistare la vista. Per questo motivo verrà in seguito sottoposto a delle sedute di riabilitazione per imparare a muoversi in maniera indipendente pur essendo cieco. Secondo i medici il piccolo Guo avrà bisogno di circa sei settimane per riprendersi. Il costo dell'intervento e delle protesi è di circa 300.000 dollari di Hong Kong (circa 30.000 euro) e sarà interamente pagato dall'ospedale.​  

(Fonte: Leggo.it)

mercoledì 30 ottobre 2013

FACCIAMO TUTTI LA NOSTRA PICCOLA PARTE...


NOI DEL MONDO RICCO DOVREMMO 
FARE LA NOSTRA PARTE. 
DOVREMMO INVESTIRE RISORSE PER AIUTI E TRASFERIMENTI DI TECNOLOGIA, DOVREMMO CESSARE DI ACCAPARRARE TERRE E RISORSE 
(IL LANDGRABBING) COME ASSICURAZIONE PER IL FUTURO, DOVREMMO SMETTERE DI UTILIZZARE I TERRENI AGRICOLI PER PRODURRE BIOCARBURANTI (CHE SIGNIFICA SEMPLICEMENTE ALIMENTARE AUTO E NON PERSONE) E DOVREMMO SPRECARE MOLTO MA MOLTO MENO (1/3 DELLA PRODUZIONE TOTALE DI CIBO DESTINATO AL CONSUMO UMANO 
FINISCE IN DISCARICA)


La fame, la malnutrizione è uno scandalo, un oltraggio alla nostra umanità. E la cosa più insopportabile è dover accettare che ancora oggi ci siano ben 842 milioni di persone che soffrono la fame, sapendo che l’abolizione di questo scandalo è assolutamente alla portata dell’umanità. Nonostante la crescita della popolazione, ancora vertiginosa; nonostante le guerre che ancora insanguinano la terra; nonostante l’infragilimento dell’ecosistema e della sua biodiversità, e il profilarsi all’orizzonte dei pericoli del cambiamento climatico. Se solo volessimo risolvere questo problema con la stessa determinazione collettiva mostrata (ad esempio) nella lotta contro l’assottigliamento dello strato di ozono nell’atmosfera. 
Proviamo a ragionare sulla base dei numeri. Useremo quelli dello «Stato dell’insicurezza alimentare nel mondo 2013», il rapporto delle agenzie alimentari delle Nazioni Unite (Fao, Ifad, Wfp) pubblicato in occasione della recente Giornata mondiale dell’alimentazione. Nel periodo 1990-1992, quando su questo pianeta eravamo 5,3 miliardi, le persone affamate (interessate da una condizione di quasi totale assenza di cibo quotidiano, o che non hanno abbastanza cibo per condurre una vita sana e attiva) erano 1.015 milioni, il 19% dell’umanità. Nel 2000-2002 erano scese a 957 milioni (il 15% dei 6,4 miliardi di allora). Nel 2008-2010 erano diventati 878 milioni (il 13% di 6,7 miliardi). Secondo i dati più recenti, relativi al periodo 2010-2013, sono diminuiti a quota 842 milioni, il 12% degli oltre 7 miliardi di persone che vivono sulla Terra.  
È tanto. Tantissimo. Troppo. Eppure è anche la dimostrazione che anche se la crescita della popolazione non è ancora sotto controllo, anche se l’azione di contrasto alla fame e gli aiuti dei paesi più ricchi a quelli più poveri sono del tutto inadeguati, la guerra alla fame non è una guerra contro i mulini a vento. L’Obiettivo del Millennio fissato nel 1990 da una distratta comunità internazionale prevedeva di dimezzare la percentuale di affamati entro il 2015: probabilmente ce la faremo, dice il Rapporto. E già 22 paesi su 62 l’anno scorso hanno raggiunto l’altro (più ambizioso) obiettivo, stabilito nel ’96, di dimezzare entro il 2015 gli affamati in cifra assoluta.  
Tre, fondamentalmente, le ragioni del miglioramento della situazione. Primo, lo sviluppo impetuoso di ampie Regioni del pianeta, che ha accresciuto i redditi e aumentato la produttività agricola. Secondo, la massiccia emigrazione dai paesi poveri verso la parte ricca del pianeta: le rimesse dei migranti migliorano in modo assolutamente incomparabile le condizioni di vita di chi resta. Terzo, la vera e propria rivoluzione introdotta da Lula in Brasile, e poi imitata in molti altri paesi: politiche di redistribuzione e di sostegno monetario del reddito a favore dei più poveri. Strumenti diretti e immediatamente efficaci.  
Asia Orientale, Sudest Asiatico ed America Latina, lo si può dire, sono ormai fuori dall’incubo fame. La situazione resta tesa nel subcontinente indiano e in Africa Settentrionale, ma più o meno risolvibile. Il centro del dramma resta sempre l’Africa sub-sahariana. Se in altri paesi africani venissero attuate (lo ha fatto il Ghana con successo) le politiche mirate di sostegno a poveri e piccoli agricoltori, i risultati arriverebbero certamente. 

(Fonte: Lastampa.it)

martedì 29 ottobre 2013

UNA SCULACCIATA, A VOLTE, FA BENE.


OGGI GIORNO SEMBRA CHE SI ESAGERI UN PO’ 
E SI FA SPACCIARE UNA SCULACCIATA 
COME AD UN MASSACRO…
CHIEDETE AI VOSTRI GENITORI O NONNI QUANTE SCULACCIATE O ALTRO HANNO PRESO E MERITATO, CHE POI CON L’AVANZARE DELL’ETA’, CAPIVANO EFFETTIVAMENTE CHE SE LE MERITAVANO E NESSUNO E RIPETO NESSUNO HA MAI SUBITO UN TRAUMA PSICOLOGICO O ALTRO…
C’ERA PIU’ SERIETA E DISCIPLINA, QUELLO CHE MANCA AI GIORNI NOSTRI, E I RISULTATI SI VEDONO.



Un'effetto devastante sulla mente dei vostri bambini. Ecco il risultato della più antica 'punizione': la sculacciata.
La notizia arriva direttamente dai ricercatori della Columbia University di New York: la sculacciata spingerebbe i bambini ad avere un comportamento violento.  I dati dicono che il 57% di madri e il 40% dei padri ha punito con una sculacciata i figli a 3 anni di età: lo studio ha evidenziato che questo metodo punitivo non serve a niente, se non ad incrementare un comportamento più aggressivo rispetto al normale

(Fonte: Leggo.it)

lunedì 28 ottobre 2013

VIOLENZA NOTTURNA...



NON CI SONO PAROLE CHE POSSANO ALLEVIARE UN DOLORE IMMENSO PER QUESTI PICCOLI ANGELI, VITTIME ORMAI QUOTIDIANAMENTE 
DELLA FEROCIA INAUDITA DI ORCHI CON 
ANIME NERE TRAVESTITI DA ESSERI UMANI




È ricoverata in ospedale in gravi condizioni una bambina di due anni, sequestrata e violentata ieri a Ludhiana, città dello Stato settentrionale indiano del Punjab. Lo riferisce oggi Ndtv. Secondo l'emittente due persone, che sono state arrestate, si sono furtivamente introdotte di notte nella casa della piccola mentre dormiva con i genitori in una baraccopoli della città. Dopo aver usato violenza su di lei, i due sono fuggiti abbandonandola sanguinante sul ciglio di una strada.

(Fonte: Leggo.it)

sabato 26 ottobre 2013

MORIRE PER FACEBOOK....


MI PARE CHE ULTIMAMENTE STIAMO USCENDO FUORI DA OGNI LOGICA; E' MAI POSSIBILE CHE UN GIOVANE SI UCCIDA PER QUESTI SOCIAL NETWORK?
DOBBIAMO RICORDARE CHE QUI DEV'ESSERE UN PASSATEMPO E NON UN OSSESSIONE E CHE LA VITA E' FUORI DA QUESTI SCHERMI VIRTUALI...
INCULCHIAMOLO A TUTTI, ALTRIMENTI CREEREMO UNA SOCIETA' SENZA VALORI



Papà e mamma le proibiscono di usare Facebook. Lei, a 17 anni, si toglie la vita impiccandosi nella sua cameretta. 
La ragazza di 17 anni si è suicidata nell'India centrale: lo riferisce oggi il Times of India citando fonti della polizia. L'adolescente, di nome Aishwarya S. Dahiwal e residente a Parbhani (Maharashtra), aveva avuto un'accesa discussione alcuni giorni fa con il padre che l'aveva sorpresa a «chattare» sul computer con degli amici.Dopo il litigio, si è chiusa in camera e si è impiccata al ventilatore del soffitto. Ha lasciato un biglietto in cui spiegava i motivi del suo tragico gesto, accusando i genitori di impedirle di accedere al popolare programma.«Non posso stare in una casa dove non posso accedere a internet - ha scritto - perché non posso vivere senza Facebook». Secondo la polizia, i genitori avevano paura che la figlia facesse «brutte esperienze» online e quindi le avevano vietato di accedere alla rete.«Volevo soltanto che si concentrasse sullo studio» ha detto ai giornalisti il padre Sunil Dahiwal sotto completo shock per la tragedia. In India ci sono oltre 80 milioni di utenti di social network e Facebook è il più usato soprattutto dai giovani delle metropoli

(Fonte: Leggo.it)

giovedì 24 ottobre 2013

SEMPRE PIU' BAMBINI UBRIACHI...


UN BAMBINO UBRIACO E’ UN CAMPANELLO DI ALLARME PER LA SOCIETA’: SIGNIFICA CHE L’EDIFICIO SOCIALE E’, AL MENO IN PARTE, MARCIO NELLE FONDAMENTE. PERCHE’ UN BAMBINO CHE BEVE O SI DROGA VUOL DIRE UNA FAMIGLIA DISINTEGRATA


Lo scorso anno in Gran Bretagna sono finiti al pronto soccorso ubriachi 293 bambini di 11 anni o più piccoli, un terzo in più rispetto al 2011. E sono aumentati, rispetto all’anno scorso, anche i piccoli finiti all’ospedale a causa dell’assunzione di droghe. Più 14 per cento rispetto allo scorso anno, in tutto 145. Il record negativo spetta alla Scozie a al Sud del Galles. 
 Sono cifre ottenute dalla Bbc Radio 5 Live che li ha ottenuti appellandosi alla legge sulla libertà di informazione. Impressionanti anche le cifre degli adolescenti: lo scorso anno oltre 6500 con meno di diciotto anni sono finiti al pronto soccorso per una dose eccessiva di alcol. Ogni anno 20 mila bambini si rivolgono al sistema sanitario nazionale per affrontare problemi di dipendenza da sostanze, un terzo di questi hanno problemi con l’alcol. 
 Morten Draegebo, consulente di medicina di emergenza al Cross House Hospital in Kilmarnock ha detto alla radio della Bbc: «Il tipico paziente lo si trova in un campo. Spesso si nascondono agli occhi degli adulti e bisogna andarli a prendere in ambulanza». 
Negli ultimi cinque anni gli ospedali hanno dovuto trattare 48 mila incidenti in cui erano protagonisti bambini che avevano fatto uso di droga oppure di alcol. Sorprendentemente, nei ricoveri le femmine battono i maschi.

(Fonte: Lastampa.it)

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