giovedì 12 luglio 2012

LO PROMETTIAMO UN FUTURO ???

I bambini rappresentano l'innocenza e il futuro.

Una società che abbia sensibilità verso i bambini è una comunità che può ancora guardare al futuro con speranza, che può progredire, che può salvarsi.

La violenza sui bambini è viceversa il simbolo di una convivenza civile deteriorata, di una civiltà malata, al tramonto, che ha perso i valori necessari alla sua sopravvivenza.

I bambini hanno bisogno di essere amati, di giocare, di crescere armoniosamente, di imparare.

Guai a chi non si lascia intenerire dagli occhi meravigliati di un bambino, dalla sua ingenuità, dalle sue domande originali, dalla serietà con cui gioca.


Eppure ci sono ancora tanti bambini abbandonati per le strade, bambini che muoiono di fame, bambini ridotti in schiavitù, bambini che lavorano quindici ore al giorno al servizio delle multinazionali, bambini uccisi, massacrati, trucidati, bambini maltrattati, bambini sfruttati da clan criminali o dal mercato della pornografia, bambini mandati al fronte come soldati: si tratta di orrori cui la coscienza occidentale (almeno di quanti la possiedono, una coscienza) non resta insensibile, contro i quali si lotta spesso purtroppo senza la necessaria efficacia e perseveranza.

Ancora, bambini che subiscono, all'interno della famiglia stessa, abusi che appaiono minori, che ci colpiscono di meno perché forse meno gravi e più diffusi: bambini che vivono in ambienti familiari degradati, oppure che trascinano le loro giornate in solitudine, nell'indifferenza degli adulti, presi soltanto dai loro problemi e dal loro amor proprio; infine bambini privati della loro infanzia, eccessivamente responsabilizzati da genitori che li considerano una mera proiezione dei loro desideri.

DIAMOGLI SPERANZE ED UN FUTURO A TUTTI




(Fonte: www.interruzioni.com)

mercoledì 11 luglio 2012

CIOCCOLATO E CACAO...AMARO

Lavoro minorile
QUANDO ACQUISTI DEL CIOCCOLATO O ASSAPORI DEL BUON CAFFE'...PENSA UN PO' CHE QUEL GUSTO E' FRUTTO DI AMORE NON DATO A BAMBINI CHE DOVREBBERO ESSERE A GIOCARE ALMENO CON UN PALLONE...
NON NEGHIAMOGLI IL "GUSTO ASSAPORARE LA VITA" !!!!

In Costa d’Avorio e in Ghana, nazioni da cui proviene circa il 60 percento dei raccolti di cacao a livello mondiale, nessun bambino può permettersi un pezzetto di cioccolato. Al contrario, in base ad uno studio risulta che in Africa occidentale oltre 250‘000 bambini si ammazzano letteralmente di lavoro nelle piantagioni di cacao.

Due terzi dei bambini che svolgono un «lavoro minorile» sono occupati nel settore agricolo. E sono proprio l’agricoltura, unita ai settori edili e minerari, a costituire i settori economici più pericolosi. I bambini vi lavorano spesso senza alcuna protezione, utilizzando macchinari pericolosi o in mezzo a pesticidi estremamente velenosi. I tempi di lavoro sono estremamente lunghi, specialmente nei periodi legati alle semine e ai raccolti, e il pericolo di danni fisici e ripercussioni sulla salute a lungo termine è particolarmente elevato.

Lavoro invisibile

Il lavoro svolto dai bambini in agricoltura è spesso invisibile, poiché essi aiutano i propri genitori o famigliari, oppure sono attivi nell’organizzazione del lavoro in altri modi. Questo lavoro non viene di regola riconosciuto formalmente, sfugge alle statistiche e rimane perciò sconosciuto. Da esso nasce una spirale di povertà le cui conseguenze finiscono spesso per ridurre in modo considerevole l’accesso alla formazione scolastica. Questo discorso vale anche per i bambini che lavorano nelle piantagioni di cacao.

Il problema del lavoro minorile nelle piantagioni di cacao è particolarmente ampio in Africa occidentale. Particolarmente colpita dal problema è la Costa d’Avorio, dove viene prodotto il 40% di tutto il cacao messo in circolazione a livello mondiale.

Armati di machete e pesticidi

Oltre il 60 percento dei bambini lavoratori hanno meno di 14 anni e il 40 percento degli stessi sono ragazze. Oltre la metà dei ragazzi mescolano e spruzzano dei pesticidi senza alcun tipo di protezione e praticamente tutti quanti utilizzano dei machete per raccogliere i bacelli di cacao, togliere parte del fogliame agli alberi più alti e tagliare gli arbusti per far posto a nuove piantagioni.

Le opinioni divergono per quanto riguarda la percentuale del lavoro minorile. Le industrie, le organizzazioni non governative (ONG), le università, i media, le organizzazioni internazionali e i governi partono da diverse ipotesi. Nel frattempo però, nessuno osa più contraddire il fatto che il lavoro minorile e la schiavitù dei bambini rappresentano un enorme problema nella produzione del cioccolato. Tutti sono d’accordo sul fatto che ogni bambino sfruttato è un bambino di troppo, ma nessuno muove un dito.

(Fonte: www.evb.ch)

MEGLIO IL LATTE PURO

....ANDIAMO A FAR VISITA ALLE STALLE!!!! ...E MEDITIAMO



Milioni di litri di latte per bambini Nestlé sono stati sequestrati

Il latte - quello artificiale venduto in forma liquida - risultava avariato dalla vernice utilizzata per la stampa della confezione (e non solo dall'inchiostro della stampa)

Un primo sequestro di due milioni di litri  è stato fatto per il latte Mio e Nidina , però, le analisi hanno accertato che tutte le confezioni sono contaminate, e quindi vanno ritirate dal mercato. In realtà, spiegano dalla Forestale - il corpo che dall'alba di questa mattina a provveduto a ritirare il prodotto, -non è ancora stato stabilito se la sostanza sia tossica o meno. Ma l'alterazione del latte comuque c'è: da qui la necessità toglierlo dal mercato. Oltre che nei supermercati, negozi e farmacie, i sequestri sono stati compiuti anche nei magazzini di stoccaggio.

                                                                                                                   
E sulla vicenda intervengo anche le associazioni degli agricoltori. "Con un aumento di prezzo fino a 16 volte nel passaggio dalla stalla al biberon è particolarmente grave che vi siano dubbi sulla qualità finale del latte messo in vendita;un litro di latte che alla stalla viene pagato 0,33 euro al litro, neanche il costo di metà caffè al bar, viene a costare fino a 5,5 euro nel biberon". 
(Fonte: La Repubblica 2005)
Ci sono altri casi e penso non solo di latte, ma anche di altri cibi....appena riesco vi aggiornero' su altri alimenti "nocivi" - anche perchè la Nestlè (vedro' di vedere per altri nomi) ha quasi il 50% di azioni della ditta Gesparal che controlla il gruppo l'Oreal, ha il 27% sui prodotti per cani e gatti, alcuni accordi con la Coca-Cola....e chissò di quanto che non ci fanno sapere
Ritengo quindi che se il progresso è questo...allora voglio tornare immediatamente indietro ed ASSAPORARE IL GUSTO DEL VERO LATTE QUELLO MUNTO!!!!

NON AMMETTO CHI RESTA INDIFFERENTE O CHI E' COMPLICE
DI QUESTE PORCHERIE SULLA PELLE DEI BAMBINI

                                          

domenica 8 luglio 2012

SEGUITE I VOSTRI FIGLI...OVUNQUE



Ogni dieci ragazzi che navigano sul web almeno due sono stati contattati in chat sui social network da potenziali pedofili.
E' il dato allarmante presentato dalla Polizia postale al congresso dei pediatri della Sip (Societa' italiana di pediatria), emerso da un'indagine fatta tra 2011 e 2012 con un questionario anonimo consegnato a 25mila studenti delle scuole medie, tra 11 e 14 anni.
A preoccupare ancora di piu' gli agenti che controllano i pericoli della rete e' il fatto che, come ha spiegato Marco Cervellini, responsabile relazione esterne della polizia postale, fra i ragazzi presi di mira da pedofili, 8 su dieci non ne parlano con i genitori, sostanzialmente per paura di non essere capiti, e di ottenere come unico risultato quello di essere privati della connessione a internet.



Anche se la stragrande maggioranza usa internet da casa, solo due ragazzini su dieci hanno sempre accanto i genitori, il 39% qualche volta, mentre 4 su 10 navigano in beata solitudine, sempre piu' spesso di sera (35%) e di notte (13%).


E se il 79% degli intervistati dichiara di non essere mai stato contattato in chat da potenziali pedofili, tra il 21% afferma di essere stato oggetto di approcci. Fra questi ultimi, 4 ragazzi su dieci dicono di non aver avuto nessuna reazione particolare, ma quasi altrettanti (il 35%) si dicono invece incuriositi; e c'e' anche un 7,9% che dichiara di aver provato qualche forma di attrazione.
Il pedofilo non ha fretta; mette in cantiere' l'approccio anche con 10 - 15 minori contemporaneamente e puo' aspettare anche un mese, un mese e mezzo prima di passare a richieste di incontri dal vivo.
Prima di 'agire, infatti, aspetta 'di avere la certezza di avere conquistato la fiducia del ragazzo, cui per prima cosa chiede di non rivelare a nessuno la nuova 'amicizia.
Non a caso, tra i motivi per i quali i ragazzi non ne parlano ai genitori, oltre alla paura di non essere capiti, c'e' un 11% abbondante che dichiara di aver taciuto il fatto ai genitori per aver promesso di non dirlo; 2 su dieci avrebbero invece mantenuto il segreto per la curiosita' di vedere fino a dove il potenziale pedofilo si potesse spingere nelle avances.


BASTA SEGUIRE I PROPRI FIGLI PER NON INCAPPARE IN GUAI SERI !!!!

(Fonte: Italiachiamaitalia)

DEMONI ED ANGELI INNOCENTI

Arrestato pediatra in flagranza di reato:
le telecamere nascoste lo hanno fermato.

Pediatra Pedofilo Perverso.

Noi ne possiamo opporre solo una: Prevenzione!

Il Pediatra Mattiello visitava i suoi piccoli pazienti nel suo studio ma anche in alcune scuole materne ed autofilmava i suoi abusi.

Proprio da alcuni genitori dei piccoli iscritti all’asilo sono partite delle segnalazioni ed ha avuto inizio l’indagine che ha permesso di cogliere il “Pediatra” in flagranza: con una telecamera nascosta nell’asilo nido di Cariolato gli agenti hanno potuto vedere e fermarlo per tempo. Ad oggi non sappiamo ancora quanti bambini nel corso degli anni sono stati oggetto delle “Perversioni” di Domenico Mattiello che spesso visitava i piccoli in assenza dell’assistente sia negli asili che presso lo studio: bastava che dicesse ai genitori o all’assistente che doveva parlare da solo con la bambina!

Non è facile certo vivere la condizione di genitore o di persona stando sempre sul “chi và là”!

Ma non dobbiamo cadere in queste trappole! Non ci deve interessare la considerazione negativa che alcuni danno alle nostre preoccupazioni: i nostri figli vanno protetti da questi Perversi e tutte le categorie di quanti hanno a che fare con i bambini vanno guardate a vista.
Nelle scuole abbiamo casi di pedofili tra i bidelli, gli insegnanti, i presidi.
Negli oratori abbiamo aasi di pedofili tra i sacerdoti e le suore.
Nello sport abbiamo cai pedofili insegnanti di pallone, volley, tennis, nuoto, arti marziali.
(Naturalmente e MENO MALE, non tutti sono così perversi!!!!)


Non faccio altro che pensare a questi bambini come se fossero un barattolo di miele per attirare l’orso! E questo non solo alla mancata nostra "Prevenzione” ma anche grazie a quella cultura del negazionismo alimentata da quanti “non credono ai racconti dei bambini” e li marchiano a fuoco come dei “piccoli bugiardi”.

Io ai bambini credo e continuerò a farlo.

(Fonte: mammadolce.wordpress.com)



UN'ALTRA VITTIMA...


ANCORA VIOLENZE SU PICCOLI INNOCENTI
(Non è il soggetto della vicenda)

RICORDIAMOCI CHE I BAMBINI SONO LA NOSTRA VITA

“Ciò che desta maggiore impressione, relativamente al bambino della Valle del Crati, nel cosentino, vittima di reiterati maltrattamenti da parte dei propri genitori, è l’indifferenza sociale che lo ha circondato fino a quando un coscienzioso e benemerito insegnante (e nessun parente!!!) ha deciso di rompere il muro dell’omertà”.


“Tutti, grazie all’informazione, conosciamo gli accadimenti e ci diciamo sdegnati;
Ma fino ad oggi il bambino ha vissuto dentro una bolla di sapone? Non è possibile, né tantomeno credibile, che nessuno sapesse niente, che nessuno si sia mai accorto dello stato in cui versava il piccolino, vittima dei genitori, ma anche di una società globale sempre più anestetizzata davanti al dolore reale degli altri, salvo commuoversi davanti all’epilogo di una fiction”


“In un paese compiutamente civile, l’indifferenza verso i maltrattamenti sui bambini dovrebbe essere contemplata quale reato e come tale perseguita. Visto e considerato che tale non è, allora diventi motivo di stigma sociale e chi appartiene alla categoria si consideri a buon diritto soggetto incivile e indegno”.

(Fonte: http://www.cn24.tv/)

ABBIAMO IL DOVERE DI INTERVENIRE

Bambini maltrattati

(Testo e Musica di Fabio Concato)

Ancora una volta una bambina seviziata è arrivata all’ospedale in fin di vita, ancora una volta nessuno ha visto e sentito nulla.
A dire il vero questa volta pare che dei parenti abbiano ammesso di essersi resi conto che la bambina aveva così tanti lividi da non tollerare nemmeno di essere tenuta in braccio, e che una dottoressa, visitandola, abbia invitato la madre a denunciare l’ex marito che lei aveva indicato come il responsabile delle violenze. Come spesso accade, però, il discorso è terminato senza che la situazione fosse denunciata a chi di dovere.
La piccola Viola ora sta meglio, ma altri bambini meno “fortunati” di lei sono morti per le sevizie inferte loro da parte di chi doveva invece difenderli e prendersene cura.
Da sottolineare il fatto che la piccola per 2 giorni è stata in ospedale da sola, in coma farmacologico, senza che i famigliari fossero presenti per starle vicino.

Quando un neonato viene portato all’ospedale coperto di lividi e graffi è difficile che sia stato vittima di un raptus, ed è molto più probabile che ci si trovi di fronte all’epilogo tragico di una lunga serie di maltrattamenti che nessuno fino a quel momento ha avuto il coraggio di interrompere.

Perché quando un bambino è maltrattato gli adulti attorno a lui non intervengono?
Purtroppo quando qualcuno si accorge che qualcosa non va di solito non interviene o lo fa in maniera blanda, senza che questo si riveli efficace.
I pensieri degli adulti di fronte ad un sospetto abuso o maltrattamento sono che:
- si tratta di “affari di famiglia”, nei quali non intervenire
- non può essere una situazione grave, un padre o una madre non possono fare del male ai propri figli
- il bambino è piccolo e non si rende conto di quello che succede
- il bambino è così piccolo che dimenticherà sicuramente quello che gli stanno facendo
- intervenendo si rischia una ritorsione da parte di chi sta maltrattando il bambino, quindi e meglio non immischiarsi.

Cosa rispondere a questo misto di ignoranza, egoismo e indifferenza?
Il benessere dei bambini deve essere interesse di tutti, perché stiamo parlando delle persone che diventeranno gli adulti di domani e che oggi non possono difendersi da sole.
Il vissuto della piccola vittima di maltrattamenti è ancora più devastante se, alla sofferenza per il trattamento ricevuto, si aggiunge la sensazione che nessuno possa intervenire per porre fine alla situazione.
Nella mente del bambino si sommano l’interiorizzazione della violenza, della propria impotenza, della sfiducia negli altri.
Non è affatto vero che “non capisce” o che “dimenticherà”, ma trascinerà con sé per tutta la vita il ricordo dell’accaduto che gli provocherà sicuramente disturbi psicologici e comportamentali, e che lo porterà a diventare a sua volta un genitore per nulla equilibrato.
A questo potrà porre rimedio sottoponendosi ad una psicoterapia, ma nel frattempo avrà probabilmente vissuto in maniera difficile correndo molti rischi, da quello dell’abuso di sostanze a quello della frequentazione di persone che incoraggino lo sviluppo di comportamenti delinquenziali e squilibrati.
Gli effetti dei vari tipi di maltrattamenti, fisici e/o psicologici, sono dettagliatamente descritti nel libro “Il bambino maltrattato” (ed. Il Mulino), che consiglio di leggere a tutti gli interessati all’argomento.

Quando ci si accorge che un bambino è maltrattato, tanto più se sono visibili lividi, escoriazioni e bruciature, è un dovere intervenire e denunciare la situazione, in modo tale che la violenza venga fermata ed il bambino tutelato.

Non fare nulla significa diventare complici dei maltrattanti e dei seviziatori e permettere che la vita di un bambino sia segnata probabilmente per sempre.

(Fonte: /www.medicitalia.it)
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