venerdì 14 giugno 2013

IL BAMBINO PIU' PESANTE DEL MONDO


Lu Hao è il bambino sovrappeso più pesante in tutta la Cina, in 3 anni, infatti, è riuscito ad accumulare 57 chilogrammi.


Bimbo Cinese più grasso


Il ‘piccolo’ pesa 5 volte il normale peso di un bambino della sua età e il suo è diventato ormai un grosso problema per i suoi genitori, che non sanno più come fare per farlo dimagrire.
A quanto pare, il problema più grosso dei signori Hao è la paura che il loro figlio possa reagire male ad un’eventuale dieta e abbia delle crisi isteriche nel caso non gli vengano dati tutti i cibi che vuole.
Lu Hao è talmente pesante che il comune gli ha proibito di andare a giocare in giardino con gli altri bambini perchè potrebbe fare loro del male nel caso cadesse.
I suoi movimenti sono fortemente limitati dalla sua stazza e la sua stazza lo porta ad essere quasi sempre stanco dopo pochi minuti di movimento.


Bimbo Cinese più grasso (1)Bimbo Cinese più grasso (2)Bimbo Cinese più grasso (3)Bimbo Cinese più grasso (4)Bimbo Cinese più grasso (5)Bimbo Cinese più grasso (6)Bimbo Cinese più grasso (7)Bimbo Cinese più grasso (8)Bimbo Cinese più grasso (10)Bimbo Cinese più grasso (11)


I medici hanno fatto sapere che se non dimagrirà, il cuore del bambino potrebbe non reggere più l’eccessivo peso e nel caso peggiore Lu potrebbe morire nel giro di pochi anni. Il suo problema inoltre non è solo questione di cibo, ma probabilmente dipende molto anche dagli ormoni.
Ma cosa mangia per essere così grasso? Beh, a quanto pare un normale pasto di Lu, consiste in almeno 3 ciotole di riso, molto più di quanto i suoi genitori riescano a mangiare messi insieme.
E pensare che alla nascita Lu era leggermente sottopeso.

giovedì 13 giugno 2013

SONO EDUCATI I BIMBI CHE MUOIONO DI FAME...








Sono così educati i bambini che muoiono di fame:
non parlano con la bocca piena, non sprecano il pane,
non giocano con la mollica per farne palline,
non fanno mucchietti di cibo sul bordo del piatto,
non fanno capricci, non dicono: “Questo ...non mi piace!!”,
non arricciano il naso quando si porta in tavola qualcosa,
non pestano i piedi a terra per avere caramelle,
non danno ai cani il grasso del prosciutto,
non ci corrono tra le gambe, non si arrampicano dappertutto…hanno il cuore così pesante, e il corpo così debole, che vivono in ginocchio per avere il loro pasto, aspettano buoni, buoni; qualche volta piangono, quando l’attesa è troppo lunga…
No, no, state tranquilli, non grideranno,
non ne hanno più la forza: solo i loro occhi possono parlare, incroceranno le braccia sul ventre gonfio,
si metteranno in posa per fare una bella foto, moriranno piano piano, senza far rumore, senza disturbare…
Quei bimbi lì, sono così educati.
Si, sono così educati i bambini che muoiono di fame...

(dal web)

martedì 11 giugno 2013

LA MAGLIETTA...DELLA SALUTE


QUESTO BEL PROGETTO DI UMANIZZAZIONE
RENDERA' L'OSPEDALE COME UN LUOGO
UN PO' MENO SPAVENTOSO DI QUANTO APPARE ABITUALMENTE AI BAMBINI...
E, SEGUITI E CONTROLLATI A DISTANZA,
I BAMBINI, ANCHE SE MALATI, VIVRANNO SICURAMENTE MEGLIO E PIU' SERENI



Centocinquanta bambini malati di cuore potranno essere seguiti e monitorati ogni anno dai cardiologi del Regina Margherita senza dover più varcare la porta dell’ospedale. Grazie a una speciale maglietta a sensori prodotta da un’azienda torinese in collaborazione col Politecnico di Milano (la Mtm Tech) e a una sim telefonica, i medici potranno controllare a distanza i loro piccoli pazienti e misurare - costantemente o ad ore prestabilite - temperatura, frequenza cardiaca e respiratoria, ottenendo in qualunque momento addirittura il tracciato di un elettrocardiogramma. Ovunque siano i bambini: a casa, a scuola, al parco.
La maglietta contiene sensori in grado di trasmette quei valori necessari al cardiologo per misurare giorno e notte le condizioni di un bimbo in cura. Il medico, dall’ospedale come dal proprio smartphone, può visionare in qualsiasi momento le condizioni dei pazienti non più costretti a restare in ospedale.
La maglietta è realizzata su misura, come «su misura» è il numero dei controlli a distanza che il cardiologo fa per ogni paziente. «Il progetto - spiega sempre la dottoressa Agnoletti - è destinato per ora ai circa 150 bambini in terapia ogni anno per un’aritmia o ai cosiddetti «bimbi cianotici», ma in futuro, con un apposito protocollo e uno studio preliminare, potrebbe essere esteso anche a quelli con uno scompenso del cuore, che oggi devono subire controlli ancora invasivi, in anestesia, con una sonda».
La maglietta rende superato un altro esame, l’holter, da sempre mal sopportato dai bambini. La maglietta - di cotone - può essere lavata in lavatrice come qualsiasi capo d’abbigliamento, senza che i sensori vengano danneggiati. L’unica cautela è la rimozione della sim e del piccolo meccanismo di trasmissione, posto in una piccola tasca interna.
La tecnica consentirà di limitare al minimo le visite in ospedale, che comunque non saranno completamente azzerate. «Vivere il più possibile in casa - sottolinea il primario di Cardiologia del Regina Margherita - non è solo una condizioni più favorevole per ogni bambino, naturalmente spaventato all’idea di stare in un letto d’ospedale. L’effetto positivo è su tutta la famiglia, più serena nell’affrontare terapie spesso molto lunghe».
Beneficio psicologico, ma anche concreto, per le casse della Sanità pubblica così in crisi: «E’ dimostrato che nell’arco di soli tre mesi il progetto è totalmente ripagato». Tre mesi di ricoveri in meno, di medici e infermieri non impegnati in controlli che vengono assicurati comunque - e addirittura con maggior frequenza - dal tessuto sensibile della maglietta.
Una piccola grande rivoluzione in ospedale che la Sanità pubblica non è però in grado di pagare. Per questo motivo - e per poter estendere il progetto - la Cardiologia dell’ospedale Infantile ha richiesto un finanziamento alla Compagnia di San Paolo e attende una risposta.
La prima paziente che sarà dimessa e controllata a distanza ha 11 anni. La maglietta è stata sperimentata con successo fra alcuni dei ricoverati. Tra i vari sensori c’è addirittura un sistema giroscopico che - pensando all’utilizzo della stessa maglietta per pazienti adulti o anziani - permette persino di rintracciare il paziente in caso di malore grave, ovunque si trovi senza poter essere soccorso da qualcuno.
(Fonte: Lastampa.it)

venerdì 7 giugno 2013

DIMENTICATO IN AUTO...


IN QUESTA VITA ORMAI TROPPO FRETTOLOSA, FRENETICA E MOLTO STRESSANTE, POSSONO SUCCEDERE TANTISSIME COSE...
MA UN FIGLIO NON LO SI DEVE PROPRIO DIMENTICARE, QUESTE DISTRAZIONI NON SONO AMMISSIBILI....
MA DI CERTO NON SONO IO A DOVER GIUDICARE...
UN BACIO AL PICCOLO LUCA



Luca Albanese, 2 anni, figlio unico, è stato trovato morto in auto dal padre che avrebbe dovuto portarlo all’asilo e che invece se l’è dimenticato nel seggiolino sul sedile posteriore.
Otto ore, dalla mattina presto alle quattro di pomeriggio, quando i nonni, che dovevano riprenderlo all’asilo, non l’ha trovato ed hanno avvertito il figlio. L’uomo, Andrea, 39 anni, si è risvegliato in un incubo: è corso nel parcheggio della ditta dove lavora - Copra, si occupa di catering e pulizie - e ha trovato Luca lì, asfissiato nell’abitacolo.
Una giornata di sole, ieri, così rara in questa primavera di piogge quasi quotidiane e freddo fuori stagione. Nell’auto chiusa la temperatura poteva raggiungere i cinquanta gradi. Andrea ha provato a rianimare il suo bimbo, inutilmente. Luca era morto da ore, forse intorno a mezzogiorno. Lui si è sentito male come la mamma arrivata subito dopo. Entrambi sono stati accompagnati in ospedale. Due vite segnate per sempre, mentre il resto del mondo cerca di esorcizzare come tragica distrazione, quella che porta un genitore a dimenticarsi incidentalmente del figlio fino a provocarne la morte. Gli psicologi la chiamano spaltung, dissociazione della coscienza, e cercano a livello inconscio conflitti irrisolti che fanno scattare, senza pensarci, questo funesto meccanismo mentale.
(Fonte: Leggo.it)

mercoledì 5 giugno 2013

L'ALFABETO DELL'AMICIZIA...









Un amico...


Ama te così come sei

Bada alla tua opinione

Crede in te

Dimentica i tuoi errori

Esalta le tue doti

Fa la differenza nella tua vita

Gioca con te

Ha fiducia in te

Illumina la tua giornata

Lotta con te

Migliora il tuo stato d’animo

Non ti giudica

Offre il suo aiuto

Placa i tuoi dubbi

Quieta le tue preoccupazioni

Ristora il tuo spirito

Sta con te

Telefona anche solo per dirti ciao

Urla se non lo senti

Vede dentro di te

Zittisce chi ti fa star male



(Fonte: web)

martedì 4 giugno 2013

TROPPO ORRORE...


SE ANCHE LE MADRI FANNO QUESTO...
ABBIAMO SEMPRE MENO SPERANZE
DI MIGLIORARE LE MENTI UMANE





Una bimba di soli undici anni è stata bruciata viva da due donne, madri di due sue amichette, che hanno voluto punirla per aver «fatto la spia» su un furto di frutta in un orto del villaggio di Balinali, nello Stato orientale di Orissa.
Lo riferisce oggi l'agenzia di stampa Pti. In base alle prime indagini, la bambina, di nome Rinki Behera, si è introdotta, mercoledì scorso insieme ad altre due coetanee, nella proprietà di un contadino per rubare alcuni melograni. Per motivi ancora da chiarire, la piccola ha poi rivelato l'identità delle sue complici al proprietario del frutteto che è subito andato ad informare i genitori dell'accaduto. Invece di rimproverare le figlie per il gesto improprio compiuto, le mamme, di nome Moli e Sulochana, si sono procurate una tanica di benzina e sono andate a casa di Rinki. Sfruttando il fatto che la bambina era sola, l'hanno immobilizzata, cospargendola di benzina e appiccando il fuoco. Giunto sul posto, il nonno ha subito dato l'allarme. Trasportata in ospedale, Rinki è però deceduta per le gravi ustioni riportate su tutto il corpo.


(Fonte: Leggo.it)

lunedì 3 giugno 2013

DI CHI CI DOBBIAMO FIDARE??


SE NON POSSIAMO FIDARCI NEANCHE DI UOMINI IN DIVISA...ALLORA DI CHI DOBBIAMO FIDARCI??


Non solo mazzette dai commercianti, ma anche stupri e furti.
Per questo motivo quattro agenti di polizia in servizio nella Questura di Roma sono stati arrestati stamani dalla squadra mobile della capitale. Si tratta di due ispettori, un sovrintendente ed un b della Polizia di Stato accusati di violenza sessuale, corruzione, falso e furto. In particolare, sono ritenuti responsabili di aver trafugato, nel 2009 e 2010, quando prestavano servizio presso la Squadra Mobile, somme di denaro ad alcuni commercianti stranieri e di aver preteso elargizioni in cambio di mancate denunce. Le accuse di stupro riguarderebbero violenze sessuali ai danni di prostitute.


(Fonte: Leggo.it)
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