lunedì 11 novembre 2013

NON E' COLPA DELLE ONDE...



PORTARE LA PROPRIA FIGLIA VICINO A DEGLI SCOGLI E' VERAMENTE COSA IMPRUDENTE ED INCOSCENTE...MA LA COSA PIU' VERGOGNOSA E' LASCIARLA SOLA, IN BALIA DELLE ONDE.

UN BUON GENITORE DEVE ESSERE SEMPRE PRESENTE E NON DEVE MAI ALLONTANARSI DAI PROPRI FIGLI.


 


Uno degli ultimi bagni di stagione si è trasformato in tragedia per una bimba di dieci anni, Thaira Minnella, di Poggiardo (Lecce), morta mentre era al mare con il padre in un tratto di scogliera del litorale di Otranto.
La piccola è stata inghiottita dalle onde mentre giocava in acqua con un'amichetta, su un tratto di scoglio in località tra 'Santo Stefano' e 'Baia dei Turchi', nei pressi dell'ex Club Mediterraneè. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto hanno tentato di rianimarla ma inutilmente. Sul posto sono intervenute due ambulanze arrivate dai vicini nosocomi di Otranto e Scorrano.

L'amichetta, anche lei di 10 anni ha raccontato agli investigatori quello che è accaduto: accortasi che Thaira era in difficoltà a causa delle onde e dei vortici che spesso si creano in quella zona ha gridato aiuto, uscendo di corsa dall'acqua per andare a cercare il padre di Thaira, un commerciante ambulante, che in quel momento si trovava nella vicina pineta.

Quando l'uomo, una volta raggiunto dalla piccola, è arrivato sulla spiaggia, i soccorsi erano già scattati, con l'arrivo di un bagnino di uno stabilimento vicino e poco dopo anche di due ambulanze. I soccorritori, però, non hanno potuto far altro che constatare il decesso della piccola. Sul posto gli agenti del commissariato di Otranto.


(Fonte: Leggo.it)

sabato 9 novembre 2013

ANNULLARE LEZIONI PER UNA GIORNATA DI SOLE


LA NATURA E' LA MIGLIOR MAESTRA.
NEGLI STATI UNITI, IN GEORGIA, UNA SCUOLA HA DECISO DI ANNULLARE LE LEZIONI IN UNA GIORNATA DI SOLE SPLENDENTE PERCHE' SAREBBE UN PECCATO TRASCORRERLA IN CLASSE TRA I BANCHI, PERDENDOSI LO SPETTACOLO DELLA NATURA E UN'OTTIMA OCCASIONE PER ENTRARE A DIRETTO CONTATTO CON ESSA.


E DA NOI, IN ITALIA, QUANTE SCUOLE RIUSCIREBBERO A PRENDERE UNA SIMILE DECISIONE?




E' successo una settimana fa, lo scorso venerdì 11 ottobre. La Calvary Christian School ha permesso ai propri alunni di passare una giornata lontani dalle classiche lezioni, semplicemente per via delle previsioni meteo favorevoli. Il preside della scuola, Len McWilliams, ha annunciato la decisione rivoluzionaria a meno di un anno dal momento della pensione.

Varie volte aveva pensato di tenere la scuola chiusa per un giorno, ad esempio a causa di una forte nevicata, in modo da regalare un momento di pausa agli alunni, ma non aveva mai avuto il coraggio di agire in modo concreto. Dopo aver controllato le previsioni del tempo ed aver preso in considerazione l'arrivo di una giornata a dir poco estiva nel bel mezzo dell'autunno, ha avvertito le famiglie che le lezioni del venerdì sarebbero state cancellate.

La natura potrebbe insegnare ai bambini e ai ragazzi molto più di quanto sarebbe in grado di fare un libro di testo o un maestro. La scuola, spesso, si incentra sulla teoria e sul mero studio, dimenticando il lato pratico della vita e l'importanza dell'intuizione. Quanti bambini - o adulti - saprebbero riconoscere un albero da una delle sue foglie? Un'ora in più da trascorrere all'aria aperta è forse più salutare e istruttiva di un'ora trascorsa chiusi in classe.

E se la scuola non può permettersi di cancellare lezioni? Il compito passa allora ai genitori e a chi si occupa dell'educazione dei figli. Magari ricordando che Henry David Thoreau, il primo ecologista della storia, ha scoperto informazioni importanti sui cambiamenti climatici dopo aver scelto di vivere in una capanna nei boschi e trascorrendo molto tempo semplicemente osservando dei fiori.

(Fonte: www.greenme.it)

venerdì 8 novembre 2013

VIOLENTI VIDEOGAMES...



SIAMO ORMAI CIRCONDATI SOLAMENTE 
DA VIOLENZA...
E I GENITORI INSISTONO ANCORA A FAR "GIOCARE" 
I PROPRI FIGLI A GIOCHI DI TREMENDA 
FEROCIA E CRUDELTA'.

E ALLORA NON LAMENTIAMOCI TROPPO, FORSE QUESTO MONDO LO VOGLIAMO COSI', 
SQUALLIDO, FURIOSO E RABBIOSO.




Un bambino di otto anni ha ucciso deliberatamente la nonna 90enne dopo aver giocato a un videogame violento con la Playstation. È quanto accaduto giovedì in Louisiana ma le autorità hanno accertato solo nelle ultime ore che il bambino ha agito di proposito sparando alla donna alla testa mentre questa guardava la televisione. Inizialmente infatti il ragazzo - di cui non è stato diffuso il nome a causa dell'età - aveva dichiarato che si era trattato di un incidente mentre stava giocando con l'arma da fuoco. Il bambino non rischia alcuna accusa penale perchè la legge della Louisiana esenta i minori di 10 anni da responsabilità penali. Ora si trova con i genitori. Gli investigatori hanno accertato che pochi minuti prima dell'uccisione della nonna, il bambino stava giocando alla Playstation a Grand Theft Auto IV, un popolare videogame che negli Stati Uniti è sconsigliato ai minori di 17 anni.

(Fonte: Leggo.it)

mercoledì 6 novembre 2013

VOLETE SAPERE DI CHI SONO IO?






Sono di Papi e di Mamma mia!

La vedete questa manina?
E' tutta della mia Mammina, invece l'altra,
eccola qua, è tutta tutta del mio Papà.
Così le braccia, così gli occhietti,
le paroline, i sorrisetti: 
sono tutti divisi a metà
tra la mia Mamma e il mio Papà.

Nessuno puo' portarmi via
sono di Papi e di Mamma mia.

(Fonte Web-Filastrocche)

martedì 5 novembre 2013

PALAZZO DELLA MORTE


SI PUO' UCCIDERE ANCHE SENZA ARMI
E QUESTA NE E' LA LAMPANTE DIMOSTRAZIONE...
NEL SILENZIO DI TUTTI.



La storia di Filomena intervistata dalle Iene e il bollettino di guerra nella stessa strada.Le sue lacrime e la sua preghiera disperata a Dio affinché la lasciasse in vita hanno colpito l’Italia intera, quando le iene l’hanno mandata in onda. Filomena, quell’intervista in tv non l’ha potuta vedere, perché è morta il 2 settembre, prima che Nadia Toffa delle Iene sollevasse il coperchio del vaso di Pandora. In quel servizio c’era un dato impressionante: nello stesso palazzo di Filomena, altre tre persone sono morte di cancro, e due nei palazzi adiacenti, Via Sacco e Vanzetti. Immaginatevi un cerchio, con un raggio di 70 metri. In questo cerchio, negli ultimi due anni, sono morti Filomena, di 27 anni, cancro di Krukemberg; Luigia, detta Reginella, di 50 anni, tumore allo stomaco; Angela, di 50 anni, tumore al fegato e al colon; Luigi, 60 anni, tumore ai polmoni; Giuseppina, 60 anni, tumore alla mammella; Italo, 60 anni, tumore ai polmoni.
E se andiamo a ritroso, prima dei due anni sono morti: Cinzia, 26 anni, tumore al cervello; Biagio, 60 anni, Cristina, 49 anni, Angela, 50 anni, Gioacchino, 52 anni, Maurizio, 50 anni, Angelo e Carmela, marito e moglie, nell’arco di 4 mesi, Italo, 60 anni. Tutti di cancro.
La mamma di Filomena, Silvana, 62 anni, sta lottando contro un tumore al seno. Carlino, 63 anni, attualmente ricoverato per un’ascite, combatte contro un tumore allo stomaco. Salvatore, 50 anni, fratello di Reginella, vive senza lo stomaco e l’esofago, perché glieli hanno dovuti asportare.
Un bollettino di guerra, se si pensa a quanto limitata è l’area di cui stiamo parlando. Case devastate, con le finestre chiuse. Famiglie decimate. E quelli che sono rimasti, a piangere in silenzio, che continuano a chiedersi, sgomenti, “Perché?”. Persone dignitose e composte, che piangono figli, mogli, fratelli. Che restano a doversi occupare di bambini che tornano da scuola ignari, e a cui tocca sorridere nonostante portino la croce di un dolore indescrivibile, e nonostante debbano combattere, ogni giorno, anche loro, contro questa “brutta malattia”.
Accanto al “palazzo della morte”, c’è un altro palazzo, fatiscente, con un tetto di amianto. L’Asl è stata sollecitata, i proprietari non hanno la possibilità economica di metterlo in sicurezza, o di farlo rimuovere da una ditta specializzata. Due palazzi più in là, in un cortile abbandonato, residui di amianto sbriciolato a giacere lì, ricoperto di erbacce, a cui qualche anno fa è stato appiccato il fuoco, insieme a ogni genere di rifiuti accatastati da gente ignorante e senza scrupoli. Nel palazzo di fronte, un’altra discarica si va riempiendo.
E c’è chi ancora ha bisogno di dati scientifici che provino il nesso di causalità, di dati statistici che facciano rumore, chi ancora parla di stili di vita sbagliati che giustifichino il moltiplicarsi, in maniera esponenziale, di questo tipo di patologie.
Un male che dovrebbe essere affrontato con determinazione e speranza, ma quelle se l’è portate via l’impresa delle pompe funebri, insieme alla bara di tua figlia, di tua sorella, di tuo cognato.



(Fonte: http://paralleloquarantuno.com)

lunedì 4 novembre 2013

MAESTRA ASSASSINA...


SONO QUESTE LE PERSONE CHE DOVREBBERO EDUCARE I NOSTRI BAMBINI?

LA SCUOLA, DOPO LA FAMIGLIA, E’ UN’ALTRA BASE DI SLANCIO AFFINCHE’ I NOSTRI RAGAZZI IMPARINO A VIVERE NEL RISPETTO DI TUTTO E TUTTI; QUINDI BISOGNEREBBE FARE DEI TEST APPROPRIATI SULLA PERSONA E INSTALLARE IMMEDIATAMENTE LE TELECAMERE, PERCHE’ IL NOSTRO FUTURO HA BISOGNO DI SORRISI, ABBRACCI E CAREZZA.


Gettata a terra come un oggetto, ma Autumn Elgersma era una bambina di soli tre anni, uccisa da chi avrebbe dovuto prendersi cura di lei solo perché non si era tolta il cappotto.
La bambina, dello Stato dell'Iowa, è morta in seguito alle ferite riportate alla testa dopo che la sua maestra d'asilo nido, la trentatreenne Rochelle Lynn Sapp, l'ha gettata a terra perché non aveva obbedito.
La donna, in un primo momento, aveva raccontato alla polizia che la piccola era caduta da una rampa di scale. La versione non aveva convinto gli inquirenti perché le lesioni non corrispondevano al tipo di caduta. Messa alle strette ha confessato ed è ora accusata di omicidio colposo.
Per la bambina non c'è stato nulla da fare e neanche la corsa in elicottero le ha salvato la vita. Una volta giunta in ospedale le è stato diagnosticata una frattura del cranio con trauma cerebrale. Autumn è morta in ospedale dopo due giorni di agonia, mentre la Sapp è stata arrestata.

(Fonte: Leggo.it)

domenica 3 novembre 2013

SOLUZIONE PER DARE SPERANZA A CHI SOFFRE



FORSE LA CADUTA DEI CAPELLI E IL MALE MINORE
ANCHE SE PER MOLTI RESTA COMUNQUE UNO SHOCK...

MA QUESTE SONO SOLUZIONI PER CERCARE DI DARE
UN PO DI BUONE SPERANZE A CHI NE SOFFRE ED IO
FACCIO UN GROSSO IN BOCCA AL LUPO A TUTTE
QUELLE PERSONE CHE SONO IN DIFFICOLTA

 



Perdere i capelli durante la chemioterapia è un aspetto del cancro difficile da sopportare quasi quanto tutto il resto. Andare in giro senza la propria capigliatura equivale a dire che si è malati.
Ora però i ricercatori hanno trovato il modo di evitare la caduta dei capelli durante il trattamento. Si tratta di un berretto così freddo che intorpidisce il cuoio capelluto durante la chemio.
Temperature prossime allo zero tengono a ridurre il flusso di sangue nel cuoio capelluto, rendendo più difficile per i farmaci contro il cancro di raggiungere e danneggiare i follicoli piliferi.
Miriam Lipton, di San Francisco, era malata di tumore al seno e due anni fa ha indossato la DigniCap, questo sistema di cuoio di raffreddamento sperimentale che l'ha aiutata a preservare la maggior parte dei suoi capelli.

(Fonte: Leggo.it)
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