venerdì 3 gennaio 2014

IL SESSO NON ACCETTA SCUSE...



NON SI PUO' NEANCHE AVERE UNA SCUSA PIU' CHE PLAUSIBILE PER ACCONTENTARE GLI ECCESSI E LO SFOGO SESSUALE DI CERTI UOMINI.




Pestata a sangue, perché aveva troppo sonno per fare sesso. Una bruttissima nottata per una donna poco più che ventenne, che per oltre quattro ore è rimasta in balia del suo convivente, 49 anni, di Afragola, già agli arresti domiciliari per altri reati.  La donna dopo le ripetute avances del compagno che aveva preso a pizzicarla ma senza farle male, ha detto al convivente di essere molta stanca e che preferiva dormire. E quel delicato pizzicare si è subito trasformato in qualcosa di più doloroso, tanto da far urlare un “ basta” alla donna costretta a svegliarsi per il dolore.  La reazione dell'uomo è stata bestiale. L’uomo l’ha colpita con una sequenza di pugni al volto, così violenti da scaraventare la vittima, dal letto al pavimento. E qui, lo stalker ha dato “ il meglio di se”. Dapprima con un tentativo di strangolamento e poi con una terribile serie di calci, che hanno segnato di lividi e ed ecchimosi il corpo della sua convivente. Ma la notte di violenta follia non era ancora terminata. Il pregiudicato ha afferrato la vittima per i capelli, e con un violento strattone, se le trascinata per tutto l’appartamento, facendo sbattere di proposito la donna contro i mobili.  Il pestaggio è andato avanti fino alle quattro del mattino, senza che nessun vicino sicuramente svegliato dalle grida disperate della vittima, si sentisse in dovere di avvertire le forze dell’ordine. E allora solo quando il bruto si è accasciato sul divano, sfinito e spossato, con il fiato corto per la “ fatica” di tante botte date, la vittima ne ha approfittato ed ha chiesto aiuto, telefonando alla centrale operativa del commissariato di Afragola, diretto dal vice questore Sergio Di Mauro.  Cinque minuti dopo, sono scattate le manette per lo stalker, che attenderà ai domiciliari l’udienza di convalida. I poliziotti si sono fatti consegnare dal pregiudicato le chiavi dell’auto della convivente che, prima di tornare a casa dei genitori, si è fatta medicare al pronto soccorso. Ne avrà per una decina di giorni. Il tempo necessario affinché il suo volto, devastato come quello di un pugile finito ko, torni a essere quello di una bella ragazza di solo venticinque anni. 

(Fonte: Leggo.it)


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