venerdì 15 marzo 2013

LA TENACIA DELLA MAMMA...

LE MADRI PER I PROPRI FIGLI FANNO DI TUTTO PUR DI TENERLI IN VITA E QUESTO LORO LOTTARE IL PIU' DELLE VOLTE SERVE...

QUESTA E' LA DIMOSTRAZIONE CHE NON BISOGNA MAI MOLLARE.




Zach stava guardando la televisione e quando la madre è andata a controllarlo lo ha trovato steso a terra davanti alla tv. Ha pensato che stesse facendole uno scherzo, che stesse giocando "al morto" ma avvicinatasi s’è accorta che Zach non stava bene: respirava in modo strano e la pelle pareva grigia. Immediatamente Trudy ha chiamato il 999 e in attesa dei soccorsi ha iniziato il massaggio cardiaco e la respirazione a bocca a bocca: il cuore di Zach non batteva più. La donna lo ha tenuto in vita sino a che non è giunta l’ambulanza: per ricominciare a battere autonomamente è stato necessario dare tre scariche col defibrillatore al cuore del bambino. Le parole della madre sono riportata da "The Sun": "Ha dovuto imparare a mangiare, tenere una tazza, camminare e parlare, ma ora sta molto meglio e a breve tornerà alla scuola materna." La signora Trudy spiega che Zach lavora da 4 mesi con fisioterapista e logopedista per recuperare tutto quello che ha dimenticato: il suo cervello ha subito dei danni - lo ha rilevato una risonanza magnetica - a causa della mancanza di ossigeno che ha influenzato le capacità di linguaggio e di movimento. Quando il bimbo si risvegliò non riconobbe nessuno ma i progressi sono stati veloci.
"Il dottore mi ha detto che non era certo Zach sarebbe sopravvissuto. Mi ha detto: “Il suo cuore non ha pulsato per 39 minuti, questo è un bel po'.” - racconta mamma Trudy - Ho chiesto se comunque era il risultato che si aspettava e mi ha risposto: “No, è un miracolo”. - la donna sorride e aggiunge: - È quasi di nuovo com’era." I dottori non sanno ancora la causa dell’attacco di cuore, potrebbe trattarsi della "sindrome della morte improvvisa", che può capitare purtroppo ai bambini nei primi anni di vita. Giovedì scorso, Zach e la sua famiglia hanno voluto incontrare l’equipe che ha prestato i primi soccorsi: Amy Mackintosh e John Jankee del Servizio Ambulanza Yorkshire. "È molto emozionante incontrare le persone che hanno salvato la vita di nostro figlio." ha detto Dave, il padre di Zack. "È stato di vitale importanza quello ha fatto la madre nei primissimi minuti e sino a che siamo arrivati noi con il defibrillatore." ha sottolineato Amy.

(Fonte: www.net1news.org)

martedì 12 marzo 2013

DISTURBI ALLA VISTA


L'AUMENTO DI DISTURBI VISIVI, ANCHE SE GLI STUDIOSI INCOLPANO I GENITORI PER I RITARDI NELLE VISITE, LA IMPUTO PROPRIO AI VIDEOGIOCHI, PC, TABLET, CELLULARI PERCHE', VISTO LA PICCOLEZZA DELLE IMMAGINI E DELLE LETTERE GLI OCCHI SI SFORZANO MOLTO DI PIU' E VI SONO MOLTE PIU' PROBABILITA' NEL PERDERE GRADATAMENTE L'USO DELLA VISTA...
 
MA COME TUTTE LE COSE,
I GENITORI, DEVONO IMPORRE DEI LIMITI.
 
 
 
 
Dopo i 6 anni un bambino su quattro ha disturbi della vista. Un numero in crescita. Ma non è colpa degli schermi di tv, tablet e pc, sui quali gli occhi dei piccoli italiani restano incollati sempre più spesso.

Ma secondo Luca Buzzonetti, responsabile di Oculistica dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, è solo il risultato di una maggiore diffusione dei controlli fatti `al momento giusto´, un indice quindi positivo di una maggiore attenzione per la salute oftalmica dei più picoli. Buzzonetti sottolinea però la necessità di migliorare ancora la prevenzione. «Oggi il 70-80% dei genitori porta i bambini dall’oculista intorno ai 3 anni, come raccomandabile. Ma è necessario arrivare al 100%». Individuare precocemente un disturbo, sottolinea infatti l’esperto, significa ridurre i rischi che i problemi si aggravino. Se i piccoli hanno un difetto di vista non corretto che incide sullo sviluppo della funzione visiva, «passati gli 8 anni di età, le chance di recuperare quello che si può recuperare in termini di qualità di vista si riducono notevolmente. In pratica, senza controlli precoci si toglie la possibilità ai bambini di avere una visione adeguata da grandi» .

Se diversi studi segnalano che passare molte ore all’aria aperta migliorerebbe la vista dei bambini, sono i controlli, quindi, l’arma di difesa per gli occhi dei bambini. Nessun pericolo, invece, dagli schermi di pc, tablet, tv, videogichi. «Non possiamo dire che fanno male alla vista», sottolinea l’esperto. «Ovviamente - precisa - un occhio che ha dei disturbi si stanca di più. Ma basta il buon senso. Esagerare con le tecnologie, in ogni caso, è negativo sul piano generale, perché favorisce l’isolamento dei piccoli, riduce le capacità relazionali, aumenta la sedentarieta’ e i rischi di obesità».

Per quanto riguarda i problemi di vista i piccoli italiani sono in linea con i loro coetanei europei. Le stime indicano che in età prescolare l’incidenza di questi difetti è di uno ogni 20 bambini. Dopo i 6 anni si arriva a uno su quattro. La miopia, per esempio, colpisce circa il 25% della popolazione, e si manifesta in genere intorno ai 13-14 anni. Il 60% dei piccoli miopi, quindi, ha oltre 15 anni, mentre è bassissima la percentuale intorno ai 5 anni. Al contrario l’ipermetropia è più diffusa tra i piccolissimi. «Il bambino nasce ipermetrope naturalmente - ricorda Buzzonetti - e crescendo, il difetto può ridursi o scomparire. A 17 anni l’ipermetropia riguarda lo 0,5% dei ragazzi». Dati che si mantengono sostanzialmente stabili nel tempo, tenendo conto del numero più elevato di casi legati alla maggiore possibilità di diagnosi. Ma non ci sono solo i disturbi della vista ad `attaccare´ gli occhi dei più piccoli. «I bambini soffrono sempre di più per le allergie. Problemi che non coinvolgono la vista, ma che fanno soffrire l’occhio». Non senza qualche rischio per la visione. «La congiuntivite allergica, nei piccoli - conclude Buzzonetti - può determinare uno sfregamento marcato degli occhi, che può favorire, in soggetti predisposti, malattie che, seppure rare, possono portare a gravi conseguenze». 

(Fonte: Lastampa.it)

lunedì 11 marzo 2013

COSTRETTI A FARE A PUGNI...


IN QUESTI CASI NESSUNO DOVREBBE GUARDARE LO "SPETTACOLO" (se così vogliamo chiamarlo...)

MA ANZI DOVREBBERO ANDARE A PRENDERE QUESTI BAMBINI E DARE LORO UN FORTE ABBRACCIO...
PRENDERLI PER MANO E ANDARE CON I SOLDI CHE AVRESTI SPESO A PRENDERE UN GELATO....

 



 
Crudeltà inaudita!

Bisogna proprio essere SPIETATI per costringere dei piccoli bambini di soli 6 anni a fare a pugni! Purtroppo, e dico purtroppo, esistono anche queste triste realtà che bisognerebbe far scomparire dalla faccia della terra! Delle realtà dove i bambini sono cotretti a salire sul ring per lunghe e pericolose lotte...
E tutto questo perchè? Per guadagnarsi qualche soldo dai turisti occidentali...
 
Succede in Thailandia dove, oltre alla tratta sessuale, i bimbi sono obbligati anche intrattenere i visitatori in questa maniera così macabra!!!
Ma la notizia non finisce qui miei cari lettori. Voi pensate che questi match coinvolgono solo i bambini maschi? E invece, ahimè, la stessa condizione vivono anche le bambine.
Inoltre c'è da aggiungere un dato non trascurabile: le lotte avvengono senza alcuna protezione e il rischio che le botte possano causare traumi e fratture permanenti alle ossa e al cervello è ALTISSIMO!!

Le associazioni hanno già dato l' allarme e si stanno occupando del caso... e spero vivamente che questa situazione sparisca al più presto!!!!
Un fatto da aggiungere e che mi sconcerta, e non poco, è questa:
come fanno i turisti a provare piacere di fronte a simile crudele spettacolo?
 
Voi capite che qualsiasi tipo di businness nel momento del suo sorgere è una diretta conseguenza di una domanda da parte dei cosiddetti "clienti"!
Così funziona il mondo dell' economia e in base a questa legge universale, mi chiedo che gente è quella che andrebbe a vedere lotte di questo tipo?

venerdì 8 marzo 2013

IL NUOVO OSPEDALE DEL BAMBINO



OGNI STRUTTURA CHE RICEVE I MALATI DOVREBBE ESSERE LA PIU' ACCOGLIENTE POSSIBILE PER DAR MODO A CHI DEVE CURARSI DI AVERE UN RICOVERO NORMALE E L'OSPEDALE "DEL BAMBINO" INAUGURATO LO SCORSO MESE A PARMA,
NE E' L'ESEMPIO.
SPERIAMO CHE MOLTE ALTRE CITTA'
 POSSANO VENIRNE IN POSSESSO.

Nei reparti c'è tanta luce e colore, gli arredi hanno tinte allegre, le ampie finestre partono dal pavimento perché anche i più piccoli possano guardare fuori, nelle camere ci sono scrivanie, giochi e spazio per appendere i disegni. Tecnologia all'avanguardia e ambiente umanizzato sono i punti di forza del nuovo ospedale.
Il nuovo Ospedale del Bambino è una struttura unica nel suo genere, costruita secondo i migliori e più moderni criteri di architettura ospedaliera, proprio per rendere più accoglienti gli ambienti e meno angoscioso il ricovero per i piccoli pazienti
Le camere sono organizzate per accogliere anche i genitori dei bimbi ricoverati. Anche le stanze per i day hospital, le sale d'attesa, gli spazi destinati al gioco sono arredati in modo da ricordare il più possibile l'ambiente domestico.
Una tecnologia all'avanguardia
A un ambiente confortevole e allegro si associa l'utilizzo di una tecnologia innovativa.
Apparecchiature diagnostiche all'avanguardia permettono di individuare in tempi rapidi eventuali problemi e patologie, mentre un avanzato sistema di monitoraggio dei parametri vitali consente al personale medico di controllare costantemente lo stato di salute di ogni bambino ricoverato.
L'area radiologica è dotata di un innovativo sistema di risonanza magnetica a banda larga digitale, e per scongiurare l'ansia o la sensazione di "oppressione" che i bambini potrebbero sperimentare durante l'esame, l'apparecchio ha dimensioni particolarmente ampie.
Il nuovo Ospedale rappresenta un'importante occasione di crescita per tutto il personale che vi opera, e al suo interno saranno formati i giovani medici della Scuola di Pediatria.

(Fonte: ioeilmiobambino.it)

martedì 5 marzo 2013

FAVOREVOLI O CONTRARI ALLE FOTO DEI BAMBINI SU FB??


A MIO PARERE E' SBAGLIATO METTERE QUALSIASI FOTO PERSONALE, PERCHE' OGNI VOSTRA FOTO POTREBBE VENIRE IN POSSESSO A PERSONE CHE POI REALMENTE NON SONO VOSTRI "AMICI"...





E' giusto pubblicare le foto dei nostri figli su Facebook? Un argomento popolare e delicato che ogni tanto ritorna a far discutere, soprattutto dopo il caso americano di una mamma, Heather Walker, che si è vista rimuovere dal profilo le foto del suo bimbo nato con una grave ancefalia e morto dopo sole 8 ore. La donna che ha lanciato una protesta contro il social network è stata bandita.

Condividere momenti di gioia con la nostra famiglia, gli amici, soprattutto quelli lontani, mostrare al mondo intero quanto siano belli i nostri piccoli è un desiderio comune. Sempre più genitori pubblicano su Facebook le foto dei figli che mangiano, che fanno il bagnetto, che spengono la prima candelina, che giocano, che corrono al mare etc; secondo uno studio americano il 92% dei bambini sotto i due anni è presente su internet già dai primi mesi di vita. C'è, però, anche una schiera di mamme e papà, contrari, che si rifiutano per diversi motivi e sono appoggiati da psicologi, avvocati etc, che spesso spingono a riflettere e a fare attenzione a cosa venga pubblicato sui social network.

In molti mettono in guardia sull'uso delle foto che, una volta postate, non sono più personali, ma diventano "proprietà" dei social network che li accolgono, e c'è il rischio che possano prendere altre vie. Come fanno notare alcuni pschiatri infantili le foto pubblicate dai genitori "facebookiani" sono spesso quelle migliori e ritraggono solo i momenti felici. Le preoccupazioni, i pianti, la fatica della maternità, la rabbia spesso non trovano spazio sulle bacheche, perchè è naturale voler mostrare al mondo il lato più bello della nostra vita da mamme. Far vedere solo la felicità è un pò come alimentare il nostro desiderio di essere felici, che dal punto di vista psicologico è un atteggiamento positivo, ma bisogna fare attenzione a non cadere nei clichés e nell'effetto opposto, quello di ridicolizzare il bambino.

Spesso poi si vedono sui profli di molte mamme le foto dei loro piccoli prendere il posto della loro, identificandosi completamente nei propri figli. Anche in questo caso gli psicologi mettono in guardia, perchè è naturale essere fieri del proprio bambino e di metterlo davanti a tutto, ma a condizione di non cancellare la propria identità, annullandosi nel ruolo di mamma e dimenticando in questo modo la propria alterità e la propria vita di donna. Mettere la foto del piccolo al posto della propria può essere un campanello di allarme di una caduta nella sindrome del "bambino-re", al centro e al di sopra di tutto. Gli pschiatri infantili avvertono che bisogna collocare i figli in una giuta dimensione. Il piccolo non deve sentire di essere il vostro unico centro di interesse.

In ultimo e non meno importante, avvertono psicologi e avvocati, c'è il rischio di ledere l'identità digitale del nostro bambino, di violare i suoi diritti e abusare del nostro ruolo di genitori. Molti papà e mamme, contrari alla pubblicazione delle foto sui social network, si lamentano che le pagine Facebook sono diventati dei palcoscenici su cui non esiste più censura, senso della privacy e della riservatezza.

L'argomento è sicuramente tra i più popolari, sempre attuale, scatena discussioni e riflessioni sempre nuove e diverse tra il popolo di Facebook e tra chi invece cerca di tenere lontano i propri figli dai social network.

(Fonte: Pianetamamma.it)

lunedì 4 marzo 2013

PELLICCE NOCIVE NEI CAPPOTTI DEI BAMBINI

 
 
DALL'ALIMENTAZIONE, ALLA COSMESI E PER FINIRE ALL'ABBIGLIAMENTO...
 
COSA VI E' RIMASTO DI SANO?
 
 
 
Pellicce con sostanze nocive per la salute nei giacconi e nei cappelli per la fascia d’età 18 mesi-12 anni: l’allarme della Lav ed è stato raccolto a Torino dal pm Raffaele Guariniello, che ha chiesto ai carabinieri del NAS di svolgere accertamenti. Gli animalisti hanno fatto eseguire una quindicina di test a un laboratorio di Prato: capi di abbigliamento di note marche contengono residui chimici di lavorazione che sono potenzialmente tossici e,almeno in un caso, vietati dai regolamenti Ue.
Per svolgere la loro indagine gli animalisti della Lav hanno acquistato i prodotti in negozi e boutique di Milano e altre grandi città. I test sono poi stati affidati all’istituto «Buzzi» di Prato hanno accertato la presenza di metalli pesanti, formaldeide e altro. In un cappotto in volpe della Groenlandia, per esempio, sono state rilevate tracce di cromo, alluminio e soprattutto nonilfenolo etossilato, per il quale c’è il veto dei regolamenti dell’Unione europea.
Una delle imprese ha già ritirato i capi di abbigliamento in questione. La Lav, però, ha chiesto a Guariniello (che procede per la violazione del codice del consumatore) di procedere a sequestri su tutto il territorio nazionale. Il magistrato ha già contattato l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute, che ha ordinato dei campionamenti e ha messo a punto una circolare che vieta a importatori e distributori di commercializzare in Italia gli articoli coinvolti per tutto il tempo necessario alle indagini.

(Fonte: Lastampa.it)

venerdì 1 marzo 2013

CARCERE A VITA !!!!


QUESTI CRIMINALI (PERCHE' NON SI POSSONO DEFINIRE GENITORI) HANNO ROVINATO LA VITA A 4 PICCOLI INNOCENTI E, MI DISPIACE, MA IO NON HO PIETA' PER QUESTE PERSONE E LA LEGGE DOVREBBE ESSERE RIFORMATA CON CARCERE A VITA.



Dieci anni di reclusione al padre, sei alla madre per violenze sessuali e maltrattamenti sui loro quattro bambini. È la sentenza pronunciata stamattina dal gup Daniela Rispoli verso due coniugi torinesi di 47 e 40 anni per una vicenda che si protraeva da anni e che nell'aprile 2010 fu segnalata ai servizi sociali dalla scuola frequentata dai piccoli. Il giudice ha tolto loro anche la patria potestà sui bambini, che oggi hanno tra sette e 13 anni e vivono in comunuità protette.

(Fonte: Leggo.it)

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