mercoledì 22 agosto 2012
PERICOLO DROGA "FAI DA TE"
Genitori e non, oggi giorno con l'evoluzione di internet (ma non solo), c'è sempre piu' bisogno che i figli (e non solo) siano controllati affinchè non richiano di prendere determinate droghe ed in particolare quella che c'è oggi, una micidiale che arriva da Mosca (Russia) che si puo' fare anche in casa ed è devastante chiamata Krokodil...
(Qui per non innescare la vostra sensibilità non pubblico foto e video, ma se volete approfondire ci sono immagini e video cui potete visionare in internet digitando Krokodil...)
DICIAMO NO ALLA DROGA............
Arriva dalla Russia, è economica e devastante. Costituita da sostanze che si trovano reperibili tra le 4 mura domestiche, ma gli effetti sono pericolossissimi, letali. Si chiama Krokodil ed è la nuova droga che sta prendendo piede tra gli adolescenti, ed ha già iniziato a mietere vittime.
Si tratta di una sostanza tre volte più potente dell'eroina ma decisamente più economica. Proprio questo rapporto sballo-prezzo ne ha garantito la diffusione a macchia d'olio.
Krokodil è un mix potentissimo di codeina, componente di molti farmaci contro il mal di testa che vengono venduti tranquillamente in farmacia senza ricetta, benzina, olio, detersivo industriale e iodio, tutti ingredienti alla portata di tutti. Krokodil, questo il nome affibbiato al cocktail mortale che squarcia la pelle.
I dipendenti da krokodil hanno un'aspettativa di vita di gran lunga inferiore rispetto agli eroinomani. Se per chi assume eroina infatti va dai 7 ai 5 anni, per chio si fa krokodil va da un massimo di tre a un anno. Per non parlare dei danni: la droga che sta attanagliando adesso la Russia distrugge prima gli organi interni e la pelle, solo in ultima fase il cervello.
(Fonte: http://www.leggo.it/zoom/ecco_krokodil_la_droga_fai_da_te_che_squarcia_la_pelle_foto_video/notizie/191939.shtml)
lunedì 20 agosto 2012
IN FUGA PER LA SPERANZA...
QUALSIASI PERSONA , DEV'ESSERE AIUTATA NEL PROPRIO PAESE...
RESTITUIAMO LORO UNA VITA SERENA
RESTITUIAMO LORO UNA VITA SERENA
Centinaia di persone nel mondo sono costrette a fare i conti ogni giorno con guerra e fame, i due mali da cui uomini, donne e bambini cercano di fuggire quotidianamente. In Afghanistan si sceglie la strada della clandestinità in alternativa a una vita fatta di bombardamenti e attentati. In Sudan i campi profughi sono l’unico rifugio lontano dai conflitti. Nei territori del Sahel emigrare nelle nazioni limitrofe è l’unico modo per sopperire alla mancanza di acqua e cibo mentre in Grecia l’alternativa alla crisi economica è ricominciare una nuova vita in un qualsiasi Stato d’Europa. Cosa accomuna queste storie? I protagonisti: bambini in fuga dalla propria terra.Quel che però ai bambini in fuga non sarà mai restituito è la possibilità di una vita serena nella loro nazione d’origine dove in alternativa potrebbero continuare a vivere se accolti in case famiglia e se sostenuti a traverso l’adozione a distanza, un ulteriore modo per ridurre il fenomeno dei bambini profughi nel mondo e per garantire alle piccole vittime di guerra e fame la protezione e le cure a cui hanno diritto.
(Fonte: http://www.adozione-a-distanza.info/guerra-e-fame-per-bambini-del-mondo)
domenica 19 agosto 2012
UN PICCOLO SPIRAGLIO DI LUCE...
Ora interviene la Farnesina
Samuele Canova dev'essere trasferito al piu' presto in Italia
***In rosso le frasi piu' salienti***
(Grazie a tutti del sostegno e della continua divulgazione)
Uno spiraglio per la famiglia:
“Specchio dei tempi ci sta aiutando”
“Specchio dei tempi ci sta aiutando”
Sono ancora ore di angoscia per la famiglia di Samuele Canova, il bambino di tre mesi affetto da fibrosi polmonare ed encefalopatia ipossico ischemica, ricoverato in un ospedale americano al Cairo. Il piccolo è di fatto «bloccato» in Egitto dalla stessa clinica che pretende il pagamento completo delle spese mediche prima di farlo partire. Ma i genitori, Luca Canova, di Vigliano e Sara Peira, torinese, che circa un anno fa si erano trasferiti a Sharm el Sheik per rilevare una pizzeria, hanno già speso oltre 100 mila euro e non hanno più denaro.
«Per adesso non ci sono novità - fa sapere la famiglia -. La Farnesina deciderà domani (domani???), ci hanno detto che faranno anche un comunicato».
«Il nostro obiettivo - dice la cugina Elisa Zambon, che da Cossato tira le fila del tam-tam mediatico - è sempre quello di trasferirlo nell’ospedale italiano Umberto I al Cairo, dove nel frattempo si è liberata l’attrezzatura medica di ventilazione forzata indispensabile per mantenere in vita il bambino. E poi vorremmo ricoverarlo in Italia, al Regina Margherita. Purtroppo con le nostre forze tutto questo non è possibile».
«Se adesso qualcosa si muove, è grazie a Facebook e alle notizie apparse proprio su La Stampa ed ai blog - aggiunge -. Il Consolato adesso è molto attento. Voglio anche ringraziare tutti coloro che si sono mobilitati per darci un sostegno economico. In famiglia lavoriamo sodo, riusciremo a restituire quello che ci è stato offerto. Invito a fare riferimento a Specchio dei tempi: il bonifico internazionale costa 17 euro, meglio seguire le indicazioni del sito www.specchiodeitempi.org, oppure rivolgersi agli sportelli dell’Istituto San Paolo».
Non c’è più tempo da perdere, il piccolo è in gravi condizioni: soffre di convulsioni, il danno cerebrale potrebbe risultare già elevato. «Oggi grazie al Consolato alcuni medici italiani potranno entrare nella clinica americana per un confronto - conclude Elisa -. Speriamo che questo accada perchè la traduzione per noi non è sempre così semplice».
(Fonte: http://www2.lastampa.it/2012/08/19/cronaca/sul-caso-del-piccolo-samuele-al-cairo-interviene-la-farnesina-bJE8iBGu4tTKsTp2VWZOIM/index.html)
«Per adesso non ci sono novità - fa sapere la famiglia -. La Farnesina deciderà domani (domani???), ci hanno detto che faranno anche un comunicato».
«Il nostro obiettivo - dice la cugina Elisa Zambon, che da Cossato tira le fila del tam-tam mediatico - è sempre quello di trasferirlo nell’ospedale italiano Umberto I al Cairo, dove nel frattempo si è liberata l’attrezzatura medica di ventilazione forzata indispensabile per mantenere in vita il bambino. E poi vorremmo ricoverarlo in Italia, al Regina Margherita. Purtroppo con le nostre forze tutto questo non è possibile».
«Se adesso qualcosa si muove, è grazie a Facebook e alle notizie apparse proprio su La Stampa ed ai blog - aggiunge -. Il Consolato adesso è molto attento. Voglio anche ringraziare tutti coloro che si sono mobilitati per darci un sostegno economico. In famiglia lavoriamo sodo, riusciremo a restituire quello che ci è stato offerto. Invito a fare riferimento a Specchio dei tempi: il bonifico internazionale costa 17 euro, meglio seguire le indicazioni del sito www.specchiodeitempi.org, oppure rivolgersi agli sportelli dell’Istituto San Paolo».
Non c’è più tempo da perdere, il piccolo è in gravi condizioni: soffre di convulsioni, il danno cerebrale potrebbe risultare già elevato. «Oggi grazie al Consolato alcuni medici italiani potranno entrare nella clinica americana per un confronto - conclude Elisa -. Speriamo che questo accada perchè la traduzione per noi non è sempre così semplice».
(Fonte: http://www2.lastampa.it/2012/08/19/cronaca/sul-caso-del-piccolo-samuele-al-cairo-interviene-la-farnesina-bJE8iBGu4tTKsTp2VWZOIM/index.html)
mercoledì 15 agosto 2012
APPELLO MADRE DISPERATA!!!!
QUESTO E' UN APPELLO PER CERCARE DI FAR RIENTRARE IN ITALIA UN BAMBINO PER POTERLO SALVARE...
CREDIBILE O NO STA' A NOI GIUDICARE...
(in fondo al post ho messo la fonte cui ho letto la notizia)
HO CERCATO DI METTERMI IN CONTATTO SUL PROFILO FB DELLA MADRE SARA PEIRA MA INVANO...
CONDIVIDIAMO L'APPELLO SU FB
E POI OGNUNO DI NOI CERCHERA' UN CONTATTO...
Vi racconto questa storia...
Due italiani, raccimolando una quantità di denaro pari a 50.000,00 Euro, decidono (vista la crisi) di cambiare la propria vita, rilevando una pizzeria sullo stradone centrale di Sharm el Sheik.
Tutto sembrava andare per il verso giusto ed era anche arrivato il momento di aumentare la coppia con un figlio, Samuele nato esattamente il 17 maggio scorso...ma immediatamente la madre si accorgeva che il suo respiro faceva come un fischietto, ma i medici del posto hanno tranquillizzato la madre dicendo che era tutto normale.
Il 26 maggio il piccolo Samuele ha la febbre alta e la madre decide di portarlo a farlo vedere, in una clinica il medico dice che non puo' vederlo, e nell'altra lo ricoverano subito, non mangiava, era diventato cianotico ed iniziano a fare i controlli.
E qui incomincia lo sprofondo. Samuele viene intubato, ma non migliora. Il secondo giorno i medici dicono che è necessario farlo ricoverare al Cairo. Organizzano un’autoambulanza anticipando 2000 euro all’autista, cioè il guadagno medio di un mese con la pizzeria e durante il viaggio di sette ore, con Samuele sedato, le cose peggiorano. All’arrivo stava malissimo, aveva crisi convulsive. Ed è a questo punto, quando gli fanno la Tac al cervello, che vedono la mancanza di ossigeno.
I problemi di Samuele hanno nomi clinici che fanno paura: fibrosi polmonare e encefalopatia ipossico ischemica i referti arrivano dal reparto infantile del centro Dar El Fuad del Cairo, la cinica più moderna, attrezzata e cara della zona.
Da quasi tre mesi Samuele è ricoverato. Spesso è tenuto nell’incubatrice in coma farmacologico. Respira grazie a un ventilatore. Sua madre l’ha potuto prendere in braccio soltanto pochi minuti. Suo padre continua a lavorare a Sharm per cercare di ammonticchiare un po’ di denaro. Ma ormai il loro sogno è finito. Hanno ricevuto aiuto dalle proprie famiglie, hanno speso tutti i risparmi, E qui, ogni giorno, prima di salire in reparto, bisogna passare negli uffici amministrativi.
E così stavano optando per organizzare il viaggio di ritorno. Ma prima è necessario fare una tracheotomia per «mettere in sicurezza» il respiro di Samuele, chiedendo ancora altri 65 mila pound, circa 10 mila euro, ma i genitori di Samuele non li hanno. (Hanno chiesto aiuto al ministero degli Esteri, all’ambasciata, a chiunque e non sò con quali risposte).
Samuele deve essere curato in un ospedale italiano
Potete leggere la notizia su
http://www2.lastampa.it/2012/08/14/cronaca/il-mio-bambino-morira-se-non-lo-portiamo-in-italia-7DX6peeva0GrJ3QNXh8nVK/index.html
mentre sul profilo di Sara Peira su Facebook si può leggere altre condivisioni del caso
lunedì 13 agosto 2012
LADRI "DI FAME"
GRAZIE GOVERNO CHE FAI FINTA DI NON SAPERE...
...E mentre chi puo' riesce a farsi una settimana al mare, in montagna o in riva ad un lago, c'è purtroppo (ed è sempre piu' frequente..) chi decide, in assenza di molti occhi osservatori, di allungare una mano ed infilare quello che potrebbe starci in una borsa, sotto una gonna o addirittura mangiare scartando liberamente davanti agli scaffali come il caso di un uomo che rubò una merendina dagli scaffali di un supermercato, la scartò e la mangiò seduta stante, per essere subito dopo scoperto, fermato da un sorvegliante, consegnato a una pattuglia di carabinieri e portato in carcere dove rimase per il resto del giorno.
...e non parliamo di ROM, ma di ITALIANI
"Furto di un paio di scarpe, prezzo 20 euro; denunciata una donna"
"Anziano nasconde nella borsa frutta e verdura per un valore di 15,54 euro; denunciato pure lui."
"Infila nella tracolla che porta sulle spalle tre pezzi di parmigiano reggiano, costo 33,68. Denunciata una ragazza di vent’anni."
Le persone che si trasformano in taccheggiatori per bisogno si vergognan ma non possono farne a meno e quando vengono pizzicate dai sorveglianti dei supermercati, a cominciare dagli anziani, hanno reazioni imbarazzate, di silenzi eloquenti.
Queste notizie sono ormai all'ordine del giorno, ma vengono mascherate da altre notizie (adesso il mare pieno di turisti, le olimpiadi, il continuo alternarsi di nomi da dare al caldo torrido....) per non dare risalto a questa crisi che ormai ci stà portando a fare questi gesti estremi, che se ci lasciavano con un modesto lavoro, certamente non l'avremmo fatto....
E ALLORA PROPORREI, SE SIETE D'ACCORDO, DI UNIRCI ED ANDARE OGNI GIORNO FELICI E SERENI CON LA NOSTRA SEDIA AD UN SUPERMERCATO E CI METTIAMO A SCEGLIERE I NOSTRI PRODOTTI...
LI CONSUMIAMO DIRETTAMENTE LI'
...DEL RESTO NON CI POSSONO MICA DENUNCIARE TUTT!!!!!
FORSE E L'UNICA MANIERA DI FARCI NOTARE DA UN GOVERNO CHE CI VORREBBE TUTTI RINCOGLIONITI!!
sabato 11 agosto 2012
PERICOLO BOLLE DI SAPONE
Torino, Agosto 2012
Il giocattolo acquistato in una grande catena danese "TIGER"
Visitate il sito del Ministero della Salute
http://www.salute.gov.it/sicurezzaChimica/risultatoCategoria.jsp?id=1047&menu=strumentieservizi&anno=2012&CodNot=allarme+consumatori&CodCat=tutte+le+categorie(sono segnalate altre marche cui sono state ritirate dal commercio e NON IN VENDITA)
http://www.salute.gov.it/sicurezzaChimica/risultatoCategoria.jsp?id=1047&menu=strumentieservizi&anno=2012&CodNot=allarme+consumatori&CodCat=tutte+le+categorie(sono segnalate altre marche cui sono state ritirate dal commercio e NON IN VENDITA)
Se avete acquistato un prodotto di quello segnalato dal Ministero della Salute siete pregati immediatamente di avvisare le forze dell'ordine...fatelo ne va della salute dei vostri figli e di tutti i bambini
Ecco a voi il fatto capitato:
"Dagli esami batteriologici dell'acqua contenuta nella pistola sparabolle colonie pericolose di batteri tra cui anche quello della mozzarella blu
La procura apre un'inchiesta e sequestra migliaia di confezioni
Tra i batteri trovati all'interno del giocattolo anche quelli della mozzarella blu, pseudomonas aeruginosa, e poi staphylococcus epidermidis, stenotrophomonas maltophilia, achromobacter species, acinobacter e achromobacter denitrificans. I due fratelli sono stati curati con antibiotico e cortisone perché con normali farmaci antipiretici la febbre non scendeva. Secondo il pm, che ha segnalato il caso al Ministero della Salute, esiste la possibilità di contagio microbiologico"
(Fonte: http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/08/07/news/bolle_di_sapone_made_in_china_due_bimbi_ricoverati_in_ospedale-40529341/
..NEANCHE UN PALLONE..
NOI FORSE NON CE NE ACCORGIAMO MA GIORNO DOPO GIORNO NOI COMPRIAMO QUELLE CHE VOGLIAMO SENZA PENSARE AI BAMBINI CHE NON POSSONO GIOCARE ED ANDARE A SCUOLA COME NOI PERCHE' DEVONO LAVORARENOI SIAMO PAESI RICCHI E LI SFRUTTIAMO PER AVERE DI PIU'
PRIMA DI COMPRARE....PENSACI
...E REGALIAMO UNA SPERANZA A QUESTI BAMBINI CHE TORNINO SUBITO, COME TUO FIGLIO, A GIOCARE CON UN PALLONE
I bambini in Pakistan devono lavorare per aiutare la loro famiglia.
La maggior parte dei bambini vengono destinati a cucire i palloni di cuoio, cucire i tappeti ed incollare le suole di scarpe
Prendono i bambini perché hanno le mani piccole.
Cucire i palloni di cuoio non è per niente facile perché devi essere molto preciso e devi cucire molto stretto e guadagnano poco più di 1 euro.
Anche incollare la suola alle scarpe non è facile perché con la colla ti bruci e guadagnano a mala pena per sopravvivere e noi le compriamo pagandole anche a più di 100 euro.
Se un ragazzino si ribella come ha fatto Iqbal Masih che dopo essere stato in Europa per parlare del lavoro dei bambini è ritornato nel suo paese e gli hanno sparato.
I bambini guadagnano 45 centesimi e lavorano 12 ore.
Quando cuciono i palloni di cuoio si rompono le mani e allora è terribile perché la loro famiglia è troppo povera per poterli curare.
pensiamoci ai bambini che non possono giocare e andare a scuola come noi perché debbono lavorare. Noi siamo paesi ricchi e viziati e li sfruttiamo per avere di più.
Pensate prima di comprare.
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